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Processione della "Vara"
(foto di Gaetano Scarpignato) | Lo
spettacolo sicuramente più bello della calda estate di Randazzo, che però la sera
offre sempre una riposante e rilassante frescura, viene sicuramente offerto dal
lento e maestoso passaggio della "Vara", un fercolo alto non meno di 20 metri,
che puntualmente ogni 15 Agosto alle 16.00 percorre in entrambi i sensi di marcia
la via principale del paese, attraversando il centro storico, un tempo cinto da
imponenti mura. Nella "Vara" il mistero dell'Assunzione della Madonna trova la
sua riproduzione simbolica più tradizionale, ma anche la più spettacolare, con
i 22 personaggi, (secondo il salesiano Salvatore Calogero Virzì, indimenticato
studioso della storia della cittadina randazzese e mai smentito, che sulla Vara
ci racconta ne "La chiesa di Santa Maria di Randazzo", mentre in "Randazzo una
città medievale" di Salvatore Agati i personaggi sulla carro allegorico sono 25),
di circa 13 anni legati fin quasi la vetta più alta del carro allegorico, che
girano attorno ad un robusto tronco centrale anch'esso roteante su se stesso.
Tutto per impersonare i personaggi legati ai tre misteri della vita della vergine
Maria: la Dormizione, l'Assunzione e l'Incoronazione in cielo. Per Randazzo questa
è una delle tradizioni più forti, impregnata di un sapore che sa a meta fra misticismo
e folklore. L'architettura della "Vara" e semplicemente bellissima, oggetto di
stupore e meraviglia per chiunque la veda per la prima volta. Costituita da una
poderosa armatura rivestita di stoffe vernici, specchietti dai mille colori, fiori
e dorature sgargianti che brillano al sole di Agosto, ospita, fin nelle sue vette
più alte, durante il suo barcollante tragitto, i bambini, che innalzano lodi alla
Madonna, per niente impauriti dall'altezza o dai bruschi movimenti del carro.
Dal sepolcro della Madonna aperto e pieno di fiori si innalza la teoria dei santi
e degli angeli, che nella sua forma ascensionale raffigura il prodigioso volo
della Madonna verso il cielo; in un gradino più in basso vi è San Tommaso, rannicchiato
in disparte e reo di non aver creduto all'assunzione della Madonna (secondo quanto
si apprende su "Randazzo Il Castello La Vara" sempre di don Virzì) o alla "Resurrezione
del maestro" (come ci spiega il prof. Salvatore Agati in "Randazzo una città medioevale").
Poi, più in alto, troviamo una teoria di angeli legati a dei tamburi roteanti
quasi appoggiati ad enormi coppe risplendenti di oro e di argento. Andando ancora
più in su troviamo San Michele Arcangelo con tanto di spada in pugno e proseguendo
ancora la Vergine Maria adagiata proprio sulla vetta della "Vara" appena sotto
una corona che reca il simbolo della Trinità. Sulle sue origini si possono fare
solo delle supposizioni: Randazzo ha ereditato questa meraviglia dalla sua splendente
storia medievale che l'ha vista sede di Re e di Imperatori. E forse per rendere
omaggio ed onorare la presenza di Carlo V che gli amministratori della chiesa
di Santa Maria, i quali potevano contare su una florida posizione economica favorita
dalla donazione della baronessa Giovannella De Quadris, decisero di allestire
l'imponente carro trionfale. Se questa teoria dovesse essere vera allora le origini
della "Vara" dovrebbero essere datate intorno al 1535, quando Carlo V si fermò
a Randazzo durante il suo viaggio da Palermo a Messina. Un appuntamento da non
mancare, per non perdersi uno spettacolo unico al mondo, perché questa "Vara"
è unica e la sola ad ospitare personaggi viventi. |