 |
Il sindaco Ernesto
Del Campo | "Arrampicarsi" dalla riviera ionica
attraverso la valle del fiume Alcantara, netto confine tra i Nebrodi e l’Etna,
per raggiungere Randazzo può essere un’esperienza affascinante. Si scoprirà una
cittadina dove i sapori di un tempo si respirano ancora, grazie soprattutto alle
tradizioni che tuttora si tramandano e che vedono la terra forte protagonista
della vita della gente randazzese. Qui si produce ancora un ottimo vino, proprio
come si faceva una volta, e ad ottobre, in ogni casa, non è difficile odorare
il tradizionale mosto appena riversato nelle botti di legno vecchie quasi 100
anni. Sempre qui si possono ammirare i migliori paesaggi naturalistici da qualsiasi
parte si rivolti lo sguardo. A sud, alta ed imponente, l’Etna domina il territorio
che piano piano si alza fino alla sommità del vulcano più alto d’Europa, mentre
a nord i Nebrodi e la loro vegetazione bloccano lo sguardo sui monti che d’estate
s’ingialliscono fino a dove il demanio dell’Azienda Forestale non ha "creato"
uno dei polmoni verdi più belli del Parco dei Nebrodi. Già il parco, anzi i parchi,
che avvolgono il territorio randazzese quasi per intero. Quello dell’Etna e quello,
appunto, dei Nebrodi, diversi per caratteristiche e per questo fanno di Randazzo
una delle capitali naturalistiche della Sicilia. Centinaia d’escursionisti ogni
anno scalano il vulcano per poi immergersi nelle profondità della Grotta del Gelo,
un bellissimo ghiacciaio perenne in mezzo alle nere lave dell’Etna, caratterizzate
da piccoli coni vulcanici che durante le colate facevano zampillare la lava. Qui
la natura è rimasta intatta, rigettando quasi da sola il cemento che ha caratterizzato
il versante meridionale del vulcano.
 |
Veduta di Randazzo
(foto di Gaetano Scarpignato) | Così
l’amore della gente verso la natura ha fatto sì che oggi il versante randazzese
etneo diventi uno dei migliori punti base per l’escursionismo facendo ammirare
una fauna ricca di conigli, istrici, ricci e volpi, ed una flora caratterizzata
da betulle, castagni e ginestre. Ma se è nelle quote medie che il Parco dell’Etna
offre il suo spettacolo naturalistico migliore, quello dei Nebrodi diventa un
crescendo di natura ad ogni metro che si avanza, fino a raggiungere veri e propri
paradisi naturalistici come i territori denominati "Camisa", dove pioppi, cipressi
e pini compongono una fitta copertura boscata, e "Santa Maria del Bosco" ricca
di un vasto paesaggio forestale dove predomina la roverella. Non a caso Randazzo
viene chiamata "Parco dei Parchi", e non a caso la cittadina punta sul rilancio
del turismo naturalistico, motivo della nascita del "Demanio Sciarone", vera e
propria oasi naturalistica attaccata al paese ottimo per organizzare picnic, della
valorizzazione dell’oasi naturalistica di "Gurrida", meta ogni anno di una vastissima
varietà d’uccelli migratori che fra le acque dell’antico lago trovano riposo e
dell’istituzione del centro visite "Parco dei Parchi" appunto dove il turista
potrà ottenere tutte le informazione necessarie per non perdersi nulla di questi
meravigliosi paradisi. |