ANNUARIO 2000
ATTUALITA'

Pronto, chi wappa?

In Italia squillano quotidianamente 32 milioni di telefonini. E aumentano le emissioni di onde elettromagnetiche, considerate da alcuni pericolose per la salute. Anche se il mondo scientifico e’ diviso e non esiste un vero responso sugli effetti dannosi delle radiazioni emesse dai cellulari. CNR e Ministero della Sanità hanno recentemente testato i modelli più diffusi sul mercato, con la collaborazione dell’Ispesl e del WWF. Ebbene, il 70 per cento degli apparecchi in circolazione, almeno sulla base di determinati standard, potrebbe considerarsi a rischio perché emettono frequenze superiori ai 6 volt, talvolta con punte di 40. Ma quali sono i limiti? In effetti non esiste una precisa regolamentazione, anche se oltre ai 10 volt le radiazioni potrebbero essere ritenute pericolose. Inutile, tuttavia, creare allarmismi, poiché non e’ stato finora dimostrato alcun rapporto causa-effetto sull’insorgenza di malattie tumorali legate all’uso indiscriminato dei cellulari. Alcuni consigli, col solo scopo di prevenire, pero’ possono pur sempre servire: innanzitutto e’ bene sapere che, in assenza di chiaro segnale, il telefonino aumenta l’emissione di onde elettromagnetiche e, in questo caso, e’ consigliabile chiudere e ritentare la chiamata, magari rimettendoci qualche lira a vantaggio pero’ della salute. Regola sempre valida, comunque, fare telefonate brevi. E l’uso dell’auricolare, quanto può lenire gli effetti dannosi dell’auricolare poggiato sull’orecchio? Anche in questo caso le versioni sono contrastanti. Dai test effettuati dal WWF l’entità dell’onda appare in diminuzione, ma c’e’ chi sostiene che il filo possa fungere da antennino e dirottare direttamente al cervello le famigerate "radiazioni non ionizzanti". Insomma, sempre due o più correnti di pensiero, in attesa di un primo verdetto atteso per il 2002, ma nel frattempo milioni di apparecchi, nel mondo, continuano a "trillare".

CONSIGLI UTILI

1. Usare l’auricolare: abbatte di 10 volte la quantità di radiazioni del telefonino.
2. Tenere il cellulare "in parcheggio" il più lontano possibile.
3. Cercare di fare telefonate brevi.
4. Evitare che il telefonino venga usato da bambini o da minori di 16 anni perché fino a quell’età la calotta cranica e la massa cerebrale sono ancora in formazione.
5. Non tenere il cellulare agganciato alla cintura come una pistola.
6. Non usare il telefonino in auto. Non solo è vietato dal codice della strada, ma il metallo della carrozzeria induce fenomeni di riflessione dell’onda elettromagnetica con aumento delle esposizioni. Usare il viva-voce.
7. Per i portatori di pace-maker: tenere il cellulare lontano dal generatore di impulsi.
8. Non ricaricare il telefonino sul comodino accanto al letto.
9. Non tenere il cellulare nel taschino della giacca all’altezza del cuore o nelle tasche dei pantaloni, vicino all’inguine.
10. Preferire il telefonino con antenna estraibile. E acquistare i modelli schermati di ultima generazione perché riducono di molto le emissioni.
(Fonte: Panorama)
SI PARLA DI...

Ispesl, Istituto superiore di prevenzione e di sicurezza sul lavoro: dipende dal ministero della Sanità. Posizione: precauzionista.
Iss, Istituto superiore di sanità: dipende dal ministero della Sanità. Tranquillizzante.
Oms, l’ufficio italiano dell’Organizzazione mondale della sanità partecipa alla ricerca sui possibili danni causati dalle emissioni di radiofrequenza da cellulari. Tranquillizzante ma con cautela.
Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche: promuove uno studio sugli effetti delle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari sulle cellule umane. Il Cnr effettua ricerche anche presso l’Iroe (istituto di ricerca sulle onde elettromagnetiche) di Firenze. Precauzionisti.
Alce, Associazione in lotta contro l’elettrosmog. Aderiscono Wwf, Greenpeace, Italia nostra. Precauzionisti.
Samba, l’associazione di consumatori specializzata in inquinamento elettromagnetico. Fortemente precauzionista. A essa sono legate centinaia di comitati spontanei in lotta contro le antenne.
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