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Antico Portale
| Chi, provenendo da Catania, percorrendo la statale
284, oppure giungendo da Taormina attraverso la statale 120, si arrampica fino
a Maletto non rimarrà deluso. Scoprirà un vallata incantevole fra i Nebrodi e
l’Etna dove in mezzo si trova il centro abitato e la sua gente, semplice e laboriosa,
ospitale e gentile, pronta a farvi godere delle bellezze naturalistiche e gastronomiche
del Comune più alto dell’Etna. "Adagiato sul fianco di una collina argillosa e
ad un tiro di schioppo dalla cima dell’Etna e, molti dicono, dal cielo, l’abitato
di Maletto, infatti, si bea dell’abbraccio di una natura straordinariamente generosa.
Paesaggi mozzafiato quasi s’incalzano, susseguendosi ravvicinati e stupendi anche
per la loro varietà. Giù vallate ricche di suggestioni digradano fino a farsi
pianura, mentre i terrazzamenti a monte, fitti di frutteti, vigneti e fragoleti,
salendo via via cedono il passo ai boschi di castagno e di querce, e poi agli
alberi di leccio e di pino lariciò, e quindi ai faggi ed alle betulle aetnensis,
endemiche, approdate in Sicilia durante le glaciazioni. Oltre i 2.100 metri, macchie
d’arbusti anticipano i tappeti di spino santo, avamposto vegetale al deserto lavico
delle alte quote". Questo di Maletto leggiamo in numerose guide, raccontando come
la bellezza di questi luoghi ha affascinato l’uomo sin dall’antichità, sicché
insediamenti umani si ebbero - attorno all’attuale Maletto - fin dal primo millennio
avanti Cristo. Certo è che vi abitarono i Siculi, e che successivamente giunsero
prima i Greci e poi i Romani, i Bizantini e gli Arabi, i Normanni e gli Svevi.
E ad uno di questi ultimi, il conte Manfredi Maletta, si deve in particolare l’origine,
oltre che il nome, di Maletto: egli nel 1263 fece innalzare sulla rocca una torre
fortificata, detta Castello, attorno alla quale si raccolse un primo nucleo di
abitanti. Nel 1358, Castello e feudo di Maletto passarono alla famiglia Spadafora,
che fino al 1812 ne rimarrà feudataria. La costruzione dell’attuale centro storico
fu avviata alla fine del XV secolo, quando si edificarono i quartieri oggi attorno
al Castello, e proseguì nei primi anni del secolo successivo con la realizzazione
del palazzo baronale degli Spadafora e dell’annessa chiesa di San Michele Arcangelo,
nonché di magazzini e di un loggiato, di una locanda e di un fondaco. Fu comunque
dal 1619, quando a Maletto il re di Spagna riconobbe il titolo di principato,
che l’abitato si sviluppò maggiormente, assumendo l’aspetto definitivo conservatosi
ai giorni nostri.
GLI APPUNTAMENTI
LA PASQUA Il venerdì santo è caratterizzato da una processione e
da una rappresentazione della passione e morte di Cristo; la domenica hanno luogo
solenni celebrazioni. GIUGNO "Sagra della Fragole", con spettacoli,
dibattiti e la degustazione, tra l’altro, di una gigantesca torta preparata per
l’occasione. LUGLIO-AGOSTO "Estate Malettese", con rappresentazioni
teatrali e spettacoli musicali. SETTEMBRE Ogni seconda domenica
si festeggia il protettore Sant’Antonio di Padova. Due giorni prima, si tiene
la tradizionale fiera del bestiame, una delle poche che ancora s’organizzano nel
Catanese. Domenica sera, una processione segue il fercolo del Santo, portato a
spalla da una cinquantina di devoti; sempre per devozione, molti fedeli percorrono
scalzi le vie del paese. La domenica successiva ha luogo la festa di San Vincenzo
Ferreri, il cui fercolo è accompagnato per le strade, mentre nella quarta domenica
si festeggia San Michele Arcangelo, antico patrono di Maletto. IL NATALE
Nei giorni che precedono il 25 dicembre la nascita di Gesù viene rappresentata
con un presepe vivente, ripetuto per l’Epifania. Ma l’aspetto più tipico è costituito
dai "ciaramillari", gli zampognari, che suonano uno strumento musicale a fiato
consistente in un otre di pelle di pecora e cinque canne. | |