ANNUARIO 2000
MALETTO

 

Le fragole di Maletto

La Chiesa Madre

È dagli anni 50 che la fragola, fra mille ed alterne vicende, è la regina incontrastata dell’agricoltura malettese. L’origine lavica dei terreni, (le cosiddette "terre morte"), a monte dell’abitato, e le abbondanti piogge che un tempo si riversavano sul versante settentrionale dell’Etna, dopo la seconda guerra mondiale favorirono questo tipo di coltivazione che si affiancò a quella più tradizionale della viticoltura. La bontà del prodotto conquistò presto i vicini mercati ortofrutticoli e si avviò anche una discreta attività commerciale. Tra la fine degli anni ‘60 e durante gli anni ‘70, la coltivazione della fragola a Maletto, subì, però, una drastica riduzione, fino a quasi scomparire, a causa, principalmente, della mancanza d’acqua e di un impoverimento del terreno, sottoposto ad intenso sfruttamento. La mancanza di strutture idonee alla conservazione, inoltre, rese impossibile l’esportazione del frutto in altre Regioni o, perché no in altri Paesi, minando sensibilmente la vendita di un prodotto gustosissimo ma purtroppo facilmente deperibile. Per molti anni si pensò che puntare sulla fragola malettese, unica al mondo per gusto e caratteristiche organolettiche, per un rilancio economico del paesino montano fosse un sogno impossibile, ma il malettese è persona tenace e dedita al lavoro, e quando furono scoperte acque sotterranee nella zona a valle dell’abitato, la coltivazione della fragola nella forma piccola (la cosiddetta "fragolina", che viene usata nell’industria dolciaria) e di quella tradizionale ripresero intensamente, tanto che oggi è un sicuro punto di riferimento dell’artigianato dolciario, il quale, riconosce alla fragola malettese bontà superlative.

Spettacolare eruzione dell'Etna

Assaggiare una fragola di Maletto vuol dire, infatti, fare il pieno di un profumo e di un gusto che solo queste terre riescono a trasmettere al rosso e polposo frutto, e di ciò i dolci ne traggono immenso giovamento. Per convogliare sempre più i coltivatori malettesi verso la "fragolicoltura", che può costituire un valido sbocco per l’economia locale, l’amministrazione comunale, dal 1986, organizza, nel mese di giugno d’ogni anno, la "Sagra della Fragola", con manifestazioni, incontri, spettacoli, iniziative culturali e con una mega-torta alla fragola, al fine di pubblicizzare questo prodotto tipico locale, verso una cerchia sempre più vasta di consumatori.

Il Castello

Che Maletto punti fortemente alla maggiore produzione e valorizzazione al fine della commercializzazione di questo regalo della terra, si capisce anche dall’imponente campagna di ricerca d’acque sotterranee nella parte a monte dell’abitato, per intenderci in quei terreni lavici che rappresentano un po’ la "culla" della fragola, definendo la pluridecennale vicenda dello stabilimento per la lavorazione e la conservazione delle fragole in celle frigorifere, il cui progetto di completamento è stato inserito nel programma d’intervento per le zone del Parco dell’Etna e che consentirà un più razionale scaglionamento del prodotto sul mercato e la lavorazione in forma industriale di marmellate, di sciroppi e d’altri derivati.

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