Una cosa è certa. La nostra vita è destinata a cambiare.
Sta cambiando, cambierà. Siamo dentro una rivoluzione che procede a ritmi vertiginosi
e che, ancora, ci sta sfiorando solo in parte. Ma che è destinata a trasformare
abitudini, passioni, modo di lavorare e di godere il tempo libero. Vi sembra eccessivo?
La solita retorica da carta stampata? Una certa enfasi, è vero, non manca. Da
mesi ormai l’informazione parla della rivoluzione digitale. Internet è un argomento
quasi più gettonato del calcio. Di pericoli e miracoli si dibatte quotidianamente
in tv, alla radio, sui giornali, nelle chat e, perché no, da un po’ anche
alle fermate dell’autobus, al bar, in ascensore. Quasi quasi comincia a stancare
prima ancora di cominciare. Ma questa "bitmania" è molto più di un fenomeno di
moda. E’ un nuovo mondo che si afferma. Come tra la fine del secolo scorso e l’inizio
di quello attuale una serie di invenzioni hanno reso possibile cose che parevano
soltanto sogni (andare e tornare da Catania a Londra in un solo giorno avendo
il tempo di prendere un caffè a Piccadilly Circus, incontrare la Regina, fare
la fila per un autobus, mangiare una bistecca con la marmellata ed essere di nuovo
in pigiama, a casa, per vedere l’ultimo telegiornale locale) allo stesso modo
oggi si apre un universo di possibilità insospettabili fino a 10 anni fa. Continuate
ad essere scettici? Proviamo a convincerci con qualche esempio. Mandare una lettera
a Pechino e ricevere la risposta in meno di un minuto: possibile? Possibile. Dialogare
con cinque persone ognuna delle quali si trova in un continente diverso, guardandole
in faccia e capendo dalle loro smorfie se stanno cercando di fregarci o meno in
una delicata transazione d’affari: possibile? Possibile. Leggere gli annunci economici
su un giornale locale francese, trovare una casa a buon mercato, prenotarsi per
un mese in Normandia, rimanendo seduti al proprio tavolo e tutto nel giro di pochissimo
tempo: possibile? Possibile. Fare conoscenza con l’anima gemella, scoprire di
avere mille interessi in comune, immaginare che sia bellissimo/a e stupirsi che
lo è davvero, tutto senza averla mai incontrata di persona, accorgendosi che il
colpo di fulmine può diventare più splendido del più splendido sole d’estate:
possibile? Possibile… E si potrebbe andare avanti così per un bel po’, ma rischiamo
di stancarci presto di tutti questi punti interrogativi che non riservano altre
sorprese. E allora tentiamo di capire meglio cosa sta accadendo. Chi sono i protagonisti
di questa rivoluzione incruenta, che pure peserà tanto sul nostro presente e sul
nostro futuro. Il primo personaggio che ha messo in moto tutto si chiama computer.
La nostra storia, se mai qualcuno avesse voglia di scriverla, comincerebbe così:
"C’era una volta il mondo, con la tv, il telefono, le macchine, gli aerei e la
radio. Poi arrivò il computer e in pochi anni niente fu più uguale a prima". La
storia certo è più complessa, ma per noi va bene cominciarla così. Il computer,
da solo, però non basta. Ed ecco che accanto a lui entra in scena un altro personaggio
dal nome accattivante: Internet. Niente a che vedere con il calcio. È,
in due parole, un sistema di reti che collegano computer, collegate l’una con
l’altra. Un’enorme ragnatela che avvolge tutto il mondo e che consente, usando
il telefono come porta d’ingresso, di spostarsi di continente in continente come
se si facesse una telefonata con la mamma che sta a cento metri di distanza. Da
qui è nato pian piano tutto il resto. Lavoro, svago, quotidianità: molto, moltissimo,
forse tutto passa o passerà tra breve da computer ed Internet. Tutto sarà digitale.
Già oggi la rivoluzione telematica ha creato nuovi posti di lavoro, nuovi modi
di lavorare rimanendo a casa propria, nuove abilità. Il commercio elettronico,
proprio in questo Natale, ha avuto un lancio importante. Se produco fichi d’india
a Mazzarrone posso venderli a New York senza passare per il fruttivendolo della
Fifth Avenue. Ma posso anche leggere i giornali di paesi vicini e lontani senza
essere sommerso dalla carta. Posso comprare in borsa l’ultimo titolo che mi interessa
e rivenderlo in un paio di minuti. Posso incidere un cd, farlo sentire agli appassionati
di rock americani e norvegesi senza doverne stampare migliaia di copie e, se mi
va bene, divento pure ricco. Posso far dialogare tutti gli elettrodomestici di
casa mia, organizzandoli in modo da risparmiare energia, da accendersi quando
mi vedono a casa, da far scegliere al frigorifero quando è il momento opportuno
per ordinare la spesa. |