Mi manchi, posso far finta di star bene ma mi manchi.
Si lo so è una canzone portata al successo da Fausto Leali, ma io la dedico all’ex
Sindaco, attuale ministro avv. Enzo Bianco. Non è una dichiarazione politica,
ma per chi fa del cabaret l’assenza di un personaggio forte è come una quaresima
per gli attori dei secoli scorsi. Quando decise di accettare la carica di caratura
nazionale ho avuto come un tonfo al cuore. Chi avrebbe mai più visto quelle sue
"straordinarie" interviste con occhio ben piazzato a fissare la camera per la
disperazione di quei poveri giornalisti che non venivano degnati di uno sguardo,
"mancu ppi curiosità di sapiri cu ma fici a dumanna?". Non avrei più assistito
all’ennesima conferenza stampa per presentare una nuova striscia colorata con
funzioni diverse da quelle gialle, blu, verdi, e bianche già esistenti. Pensavo
ad un mio ritorno al teatro tradizionale, con tanto di copione e di personaggio
già tracciato dall’autore. E invece no!!! Enzuccio già al primo giorno di mandato
ministeriale
assurgeva al ruolo cui ci aveva abituati. Ha voluto portare la sua esperienza
catanese al Viminale chiedendo al suo staff di fargli avere entro 24 ore le piante…
Non ha avuto il tempo di finire la richiesta, sgomento in tutto il ministero.
Si pensava già a baobab al centro di ogni caserma, le volanti addobbate "comu
e machini de sposi" ed al posto delle manette i poliziotti costretti ad arrestare
i malviventi con collane di fiori uso Hawaii. Voleva le piante dell’organico dei
suoi uomini per una gestione più funzionale. MALIPINSANTI. La prima settimana
è stata dura anche per il suo addetto stampa: organizzare 652 incontri con i giornalisti
non è stata impresa facile infatti l’osservatorio di Parma ha registrato la seguente
classifica di apparizione nei vari telegiornali: 1º Enzo Bianco; 2º ‘U Papa (nonostante
sia l’anno del giubileo); 3º Raffaella Carrà. I telegiornali lo vedevano impegnato
ovunque si fosse commesso un crimine. "Ministro, hanno scippato la borsetta ad
una anziana donna a Milano" presto, mittemu n’motu l’aereo, viremu cchi fu" e
via a Milano a catturare il malfattore, dichiarazione alla stampa, titoli a nove
colonne sui maggiori quotidiani. "Preso a poche ore dallo scippo e processato
per direttissima" e n’to frattempu l’ergastolani scappunu a quattru o coppu de
cacciri (unu, addirittura, cca seggia a rotelle). Ma l’apoteosi si è raggiunta
con il sequestro lampo "Tacchinardi" un rapimento durato meno di 26 ore. Tacchinardi
imprenditore "lumbard" viene preso di mira da due fratelli Trapanesi i "bestia"
si pattunu da casa con la macchina di proprietà, una fiat 127 rossa, (che a detta
di Agnelli, in tutta Italia ni vinnenu sulu dui di stu culuri) e si accingono
a farisi a Ct-Pa, tutta a Calabria ca cca machina non finisciunu mai, arrivati
nei pressi di Bologna erunu "sutta" di 800 mila liri sulu di binzina perché nel
frattempo si era scassata la marmitta. Arrivati nel paesino dove abita Tacchinardi
hanno la felice idea di chiedere l’indirizzo della vittima "all’unico vigili urbano
do paisi" sbagliano senso di marcia e si beccano una multa!!! Quando sono alla
presenza dell’industriale, a uno dei fratelli ‘nto scinniri da machina gli cade
a terra la pistola giocattolo e si frantuma in mille pezzi. Ritorna dal fratello
rimasto alla guida e con ordine perentorio dice: dammi quacche cosa cco manicu.
Subito gli viene dato un giravite. Nella foga su metti sutta o goffu e su spunna,
autri chiacchiri. |