ANNUARIO 2000
SATIRA POLITICA

Caro Bianco, mi manchi

I "fasulli trionfalismi" da Ministro dell'ex sindaco di Catania visti da un comico nostrano
di
Gino Astorina

 

Mi manchi, posso far finta di star bene ma mi manchi. Si lo so è una canzone portata al successo da Fausto Leali, ma io la dedico all’ex Sindaco, attuale ministro avv. Enzo Bianco. Non è una dichiarazione politica, ma per chi fa del cabaret l’assenza di un personaggio forte è come una quaresima per gli attori dei secoli scorsi. Quando decise di accettare la carica di caratura nazionale ho avuto come un tonfo al cuore. Chi avrebbe mai più visto quelle sue "straordinarie" interviste con occhio ben piazzato a fissare la camera per la disperazione di quei poveri giornalisti che non venivano degnati di uno sguardo, "mancu ppi curiosità di sapiri cu ma fici a dumanna?". Non avrei più assistito all’ennesima conferenza stampa per presentare una nuova striscia colorata con funzioni diverse da quelle gialle, blu, verdi, e bianche già esistenti. Pensavo ad un mio ritorno al teatro tradizionale, con tanto di copione e di personaggio già tracciato dall’autore. E invece no!!! Enzuccio già al primo giorno di mandato ministeriale assurgeva al ruolo cui ci aveva abituati. Ha voluto portare la sua esperienza catanese al Viminale chiedendo al suo staff di fargli avere entro 24 ore le piante… Non ha avuto il tempo di finire la richiesta, sgomento in tutto il ministero. Si pensava già a baobab al centro di ogni caserma, le volanti addobbate "comu e machini de sposi" ed al posto delle manette i poliziotti costretti ad arrestare i malviventi con collane di fiori uso Hawaii. Voleva le piante dell’organico dei suoi uomini per una gestione più funzionale. MALIPINSANTI. La prima settimana è stata dura anche per il suo addetto stampa: organizzare 652 incontri con i giornalisti non è stata impresa facile infatti l’osservatorio di Parma ha registrato la seguente classifica di apparizione nei vari telegiornali: 1º Enzo Bianco; 2º ‘U Papa (nonostante sia l’anno del giubileo); 3º Raffaella Carrà. I telegiornali lo vedevano impegnato ovunque si fosse commesso un crimine. "Ministro, hanno scippato la borsetta ad una anziana donna a Milano" presto, mittemu n’motu l’aereo, viremu cchi fu" e via a Milano a catturare il malfattore, dichiarazione alla stampa, titoli a nove colonne sui maggiori quotidiani. "Preso a poche ore dallo scippo e processato per direttissima" e n’to frattempu l’ergastolani scappunu a quattru o coppu de cacciri (unu, addirittura, cca seggia a rotelle). Ma l’apoteosi si è raggiunta con il sequestro lampo "Tacchinardi" un rapimento durato meno di 26 ore. Tacchinardi imprenditore "lumbard" viene preso di mira da due fratelli Trapanesi i "bestia" si pattunu da casa con la macchina di proprietà, una fiat 127 rossa, (che a detta di Agnelli, in tutta Italia ni vinnenu sulu dui di stu culuri) e si accingono a farisi a Ct-Pa, tutta a Calabria ca cca machina non finisciunu mai, arrivati nei pressi di Bologna erunu "sutta" di 800 mila liri sulu di binzina perché nel frattempo si era scassata la marmitta. Arrivati nel paesino dove abita Tacchinardi hanno la felice idea di chiedere l’indirizzo della vittima "all’unico vigili urbano do paisi" sbagliano senso di marcia e si beccano una multa!!! Quando sono alla presenza dell’industriale, a uno dei fratelli ‘nto scinniri da machina gli cade a terra la pistola giocattolo e si frantuma in mille pezzi. Ritorna dal fratello rimasto alla guida e con ordine perentorio dice: dammi quacche cosa cco manicu. Subito gli viene dato un giravite. Nella foga su metti sutta o goffu e su spunna, autri chiacchiri.

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