ANNUARIO 2000
ENTI LOCALI

Un "clic" istituzionale

di
Salvina Bosco
(archivista)
Progetto per un ponte galleggiante sul Simeto

L’invasione del "virtuale" nel mondo della realtà è un fatto consolidato con il quale si convive talvolta con entusiasmo e convinzione, il più delle volte per gioco, spesso con un senso di disagio e di fastidio per la mancanza di selezione delle informazioni e di chiarezza nei percorsi, forse invitanti, ma inestricabilmente tortuosi. Nell’ambito dei beni culturali alle foreste intricate si sostituiscono spesso grandi vuoti, specie nel Meridione a danno della ricchezza del nostro patrimonio al quale non risponde un’immagine che lo rappresenti pienamente, né servizi per il pubblico che ne incoraggino la fruizione. Ancora più lacunosa appare l’informazione su larga scala quando si parla di patrimonio archivistico e librario che difficilmente è apprezzato fuori della sfera ristretta degli specialisti e dei cultori, mentre costituisce la base fondamentale per la conoscenza della nostra storia. Le pagine web della Regione Lombardia, della Provincia di Bologna e degli Archivi Storici della Valtellina, dedicate ai rispettivi archivi costituiscono dei punti di riferimento fondamentali per la conoscenza del patrimonio archivistico di queste regioni, ma nessun progetto analogo è stato finora presentato nelle regioni meridionali. Un contributo alla valorizzazione del patrimonio siciliano e alla diffusione della sua conoscenza è la pubblicazione su internet di un Archivio Storico Virtuale dei Comuni della provincia, frutto di un progetto dell’IMES (Istituto Meridionale di Storia e Scienze Sociali), voluto dall’onorevole Nello Musumeci Presidente della Provincia. L’Archivio Virtuale si rivolge sia al pubblico degli specialisti ai quali offre una banca dati non indifferente, che a quello più ampio dei giovani studiosi e degli appassionati di storia locale ai quali presenta percorsi di ricerca documentaria e bibliografica che partono da ciascuno dei 58 Comuni e conducono per mano nel mondo affascinante degli archivi. Il sito non ha la finalità di offrire una versione telematica di storia locale ma si propone di essere una guida alla ricerca e questo lo caratterizza in maniera originale rispetto ai modelli già presenti in rete per la ricerca delle fonti. E’ costituito, infatti, da schede dedicate agli archivi e alle biblioteche e da pagine per ciascun Comune che rilevano i fondi utili per la loro storia presenti negli Archivi di Stato di Catania e Palermo, comunali ed ecclesiastici, ed il patrimonio librario antico conservato nelle biblioteche.

Il corredo di circa 250 immagini che riproducono carte, mappe, disegni vuole richiamare l’attenzione sulla ricchezza del patrimonio archivistico e indurre ad una considerazione più attenta delle biblioteche. Le cifre possono fare riflettere sull’importanza della conservazione. Il patrimonio librario antico delle biblioteche locali, escluse quelle del capoluogo di provincia, conta 75 incunaboli, circa 1.400 edizioni del ‘500 e circa 74.000 volumi editi tra ‘600 e ‘800. La rilevazione dei 58 archivi comunali, per la quale sono state fondamentali le indicazioni fornite dall’Archivio di Stato di Catania, consente di fare una valutazione sulle condizioni del patrimonio archivistico dei Comuni del territorio provinciale. Solo il 20% degli archivi comunali è ordinato ed inventariato, soltanto 3 offrono un inventario a stampa e solo quello del capoluogo di provincia offre un servizio di consultazione adeguato per i visitatori, nessun archivio utilizza supporti informatici, né vi sono presenti strumenti di corredo classici oltre gli inventari. Le condizioni dell’80% degli archivi comunali, nonostante i reiterati interventi degli organi preposti alla tutela dei beni archivistici, sono di gran lunga peggiori: i documenti sono inconsultabili, conservati in locali inidonei e in alcuni casi se ne è persa la memoria. Tuttavia il patrimonio è consistente e di grande interesse. Il ruolo che può svolgere l’Archivio Storico in rete, al di là del servizio reso al pubblico, del contributo dato alla costruzione di modelli di ricerca vivaci e innovativi a testimonianza di una realtà meridionale in movimento e al passo con i tempi, è quello di fare diventare "reale" una realtà ricca e affascinante ma tanto sommersa da sembrare solo "virtuale".

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