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Progetto per un ponte
galleggiante sul Simeto | L’invasione
del "virtuale" nel mondo della realtà è un fatto consolidato con il quale si convive
talvolta con entusiasmo e convinzione, il più delle volte per gioco, spesso con
un senso di disagio e di fastidio per la mancanza di selezione delle informazioni
e di chiarezza nei percorsi, forse invitanti, ma inestricabilmente tortuosi. Nell’ambito
dei beni culturali alle foreste intricate si sostituiscono spesso grandi vuoti,
specie nel Meridione a danno della ricchezza del nostro patrimonio al quale non
risponde un’immagine che lo rappresenti pienamente, né servizi per il pubblico
che ne incoraggino la fruizione. Ancora più lacunosa appare l’informazione su
larga scala quando si parla di patrimonio archivistico e librario che difficilmente
è apprezzato fuori della sfera ristretta degli specialisti e dei cultori, mentre
costituisce la base fondamentale per la conoscenza della nostra storia. Le pagine
web della Regione Lombardia, della Provincia di Bologna e degli Archivi Storici
della Valtellina, dedicate ai rispettivi archivi costituiscono dei punti di riferimento
fondamentali per la conoscenza del patrimonio archivistico di queste regioni,
ma nessun progetto analogo è stato finora presentato nelle regioni meridionali.
Un contributo alla valorizzazione del patrimonio siciliano e alla diffusione della
sua conoscenza è la pubblicazione su internet di un Archivio Storico Virtuale
dei Comuni della provincia, frutto di un progetto dell’IMES (Istituto Meridionale
di Storia e Scienze Sociali), voluto dall’onorevole Nello Musumeci Presidente
della Provincia. L’Archivio Virtuale si rivolge sia al pubblico degli specialisti
ai quali offre una banca dati non indifferente, che a quello più ampio dei giovani
studiosi e degli appassionati di storia locale ai quali presenta percorsi di ricerca
documentaria e bibliografica che partono da ciascuno dei 58 Comuni e conducono
per mano nel mondo affascinante degli archivi. Il sito non ha la finalità di offrire
una versione telematica di storia locale ma si propone di essere una guida alla
ricerca e questo lo caratterizza in maniera originale rispetto ai modelli già
presenti in rete per la ricerca delle fonti. E’ costituito, infatti, da schede
dedicate agli archivi e alle biblioteche e da pagine per ciascun Comune che rilevano
i fondi utili per la loro storia presenti negli Archivi di Stato di Catania e
Palermo, comunali ed ecclesiastici, ed il patrimonio librario antico conservato
nelle biblioteche. Il corredo di circa 250 immagini che riproducono
carte, mappe, disegni vuole richiamare l’attenzione sulla ricchezza del patrimonio
archivistico e indurre ad una considerazione più attenta delle biblioteche. Le
cifre possono fare riflettere sull’importanza della conservazione. Il patrimonio
librario antico delle biblioteche locali, escluse quelle del capoluogo di provincia,
conta 75 incunaboli, circa 1.400 edizioni del ‘500 e circa 74.000 volumi editi
tra ‘600 e ‘800. La rilevazione dei 58 archivi comunali, per la quale sono state
fondamentali le indicazioni fornite dall’Archivio di Stato di Catania, consente
di fare una valutazione sulle condizioni del patrimonio archivistico dei Comuni
del territorio provinciale. Solo il 20% degli archivi comunali è ordinato ed inventariato,
soltanto 3 offrono un inventario a stampa e solo quello del capoluogo di provincia
offre un servizio di consultazione adeguato per i visitatori, nessun archivio
utilizza supporti informatici, né vi sono presenti strumenti di corredo classici
oltre gli inventari. Le condizioni dell’80% degli archivi comunali, nonostante
i reiterati interventi degli organi preposti alla tutela dei beni archivistici,
sono di gran lunga peggiori: i documenti sono inconsultabili, conservati in locali
inidonei e in alcuni casi se ne è persa la memoria. Tuttavia il patrimonio è consistente
e di grande interesse. Il ruolo che può svolgere l’Archivio Storico in rete, al
di là del servizio reso al pubblico, del contributo dato alla costruzione di modelli
di ricerca vivaci e innovativi a testimonianza di una realtà meridionale in movimento
e al passo con i tempi, è quello di fare diventare "reale" una realtà ricca e
affascinante ma tanto sommersa da sembrare solo "virtuale".
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