ANNUARIO 2000
PALAGONIA

Antico scrigno di civiltà

Tra i progetti del sindaco Fagone rientra l'istituzione del parco archeologico di Palagonia
di
Lucio Gambera
(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)
Immagini dell'Eremo di S. Febronia

Cripte, insediamenti preistorici, templi rupestri. Il complesso archeologico Coste di Palagonia (nelle foto di Nuccia Di Fazio) rappresenta un autentico "scrigno" dell’antica civiltà. L’estrema propaggine dei Monti Iblei, che apre una "finestra" sull’Etna e sulla rigogliosa Piana di Catania, garantisce una suggestiva visione del territorio circostante. La basilica di Santa Febronia costituisce il "gioiello" artistico dell’area, la cui costruzione, secondo le tesi di alcuni storici, dovrebbe risalire al VII secolo. Nel catino dell’altare principale dell’eremo è raffigurato un Cristo Pantocrator, mentre il martirio della patrona di Palagonia è raffigurato con vari affreschi. Il sito archeologico, che ha già registrato le attenzioni della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali di Catania, annovera pure le necropoli di Dosso Tammuraro, Primo Lanzo, Frangello e Acqua Amara. Le balze arenariche della contrada, le pareti scoscese e le abitazioni trogloditiche di età bizantina, inoltre, riservano agli escursionisti una tholos di notevoli dimensioni (metri 6,15 di base per 76 d’altezza) e una tomba munita d’iscrizioni greche: il sito potrebbe confermare, alla luce dei rinvenimenti, la sussistenza di contatti precoloniali con la Grecia. Attraverso un’adeguata valorizzazione delle risorse storiche e paesaggistiche, l’hinterland potrebbe richiamare cospicui flussi di visitatori e studiosi, accendendo i riflettori sulle inconsuete testimonianze ereditate. L’istituzione di un parco archeologico, le cui istanze sono già state presentate alle competenti autorità dal sindaco di Palagonia, on. Salvino Fagone, dovrebbe proporre un inedito "pacchetto" ai turisti. Anche il presidente del Consiglio comunale, Rosario Russo, ha sostenuto il nuovo processo di valorizzazione del territorio extraurbano, che meriterebbe pure adeguati interventi di recupero e tutela per una migliore fruibilità. L’antichità della fede cristiana, a Palagonia, si rileva anche da un’altra pregevole opera d’arte, che si presenta in gran parte distrutta: la piccola basilica di San Giovanni (V secolo). L’ex tempio di culto, i cui archi sono sostenuti da capitelli trapezoidali a mantice, versa in uno stato di assoluto degrado. I mirabili resti del vecchio edificio religioso si trovano su un terrapieno, in una zona opposta alla località Coste e adiacente al fiume Catàlfaro, che attraversa un lembo del territorio palagonese. Altri "tesori" si rilevano in diversi insediamenti preistorici: le zone Targia, Callura e Tre Fontane, nonostante le "violenze" del tempo, custodiscono numerose tracce della civiltà ellenica e romana.

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