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Luigi Capuana
| Abbarbicata su due colli posti alla periferia dei
monti Iblei, se ne sta come una sentinella a sorvegliare la sua millenaria storia
tra i profumi degli aranceti della Piana dei Margi e i suoi verdi colli pieni
di ulivi. Mineo oggi vuole rimanere aggrappata al suo passato, non vuole dimenticare
la sua storia ed è molto legata alle sue tradizioni nonostante i ritmi imposti
dalle frenesie del nuovo millennio. Il futuro non abita qui? Non diremmo. Infatti,
come si fa a programmare il futuro senza tenere in giusta considerazione il proprio
passato? Ed ecco che nel giro di qualche anno sono stati tolti dall’oblio per
consegnarli alla città palazzi monumentali e carichi di storia e tra questi la
casa natale di Luigi Capuana, uno dei figli più illustri che i menenini amano
ricordare; riscoprire luoghi incantati e descritti nei propri romanzi dallo scrittore
contemporaneo Giuseppe Bonaviri che pone la sua città al centro del mondo. Tradizione,
cultura e natura, la ricetta è molto semplice: bastano questi tre elementi per
far risalire la china alla piccola Mineo che tenta di affacciarsi nuovamente alla
finestra del mondo esponendo le proprie peculiarità.
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Veduta di Mineo con
l'Etna sullo sfondo | E se i potenti del mondo
discutono sulla globalizzazione dei mercati, sui costumi, da queste contrade si
coglie ancora e si pone in primo piano l’importanza ed il bisogno della "diversità"
quasi che fosse un bisogno primario da soddisfare. Le arance rosse si trovano
solo nella Piana di Catania, la fragranza dell’olio d’oliva menenino è un prodotto
apprezzato e considerato dai palati fini che ogni anno fanno la fila nei frantoi
che con le loro macine di pietra riempiono i "cafisi" per vedere il ripetersi
di una magia che viene da un mondo molto lontano. Una storia infinita che viene
raccontata soprattutto dalle sue contrade, e più specificatamente da 48 che come
un libro dai tanti capitoli hanno sedimentato secoli e secoli di storia e volendosi
aiutare con l’immaginazione potremmo trasformarli in delle grandi autostrade telematiche
che conducono per mano all’interno della città. Un dedalo di vie, viuzze che si
dipanano fra tanti "curtigghi" per incontrarsi nella centralissima piazza Buglio
passando per le tre collegiate Santa Agrippina, Santa Maria Maggiore e San Pietro. |