ANNUARIO 2000
MASCALI

Dalla collina di Nunziata al mare di Fondachello

I confini di Mascali si estendono dalle pendici dell'Etna fino al litorale di Taormina
di
Caterina Caltagirone
(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)
Il Duomo

L’odierna Mascali è sorta in prossimità del mare dopo la distruzione, nel 1928 di quella antica, sepolta dalla lava dell’Etna, di cui rimane solo una traccia nella frazione di Sant’Antonino. La cittadina in realtà aveva però già subito la furia del vulcano nel 1693 quando, in seguito ad un cataclisma si discusse se ricostruirla nella cosiddetta piana. La paludosità della zona e l’attaccamento alle origini indussero però i mascalesi ad una ricostruzione in loco. Quanto alle origini di Mascali, esse si perdono nel tempo e, allo stato degli atti, costituiscono un problema che alimenta gli studi e le controversie dei ricercatori. Il nome della cittadina appare in epoca bizantina grazie alla menzione che ne fa nell’anno 593 d.C. Papa Gregorio Magno in una epistola diretta al vescovo di Taormina, Secondino, per dirimere una controversia concernente il monastero di Sant’Andrea. Tutto fa pensare che il toponimo sia riferibile al greco parlato dai bizantini che, guidati da Belisario, amavano attribuire ai luoghi da loro incontrati nella riconquista e, presumibilmente privi di passato e valenza storica, nomi derivanti dalle caratteristiche naturali. Mascali significherebbe "ramoso" e quindi boscoso. Proprio il bosco, la macchia più folta, caratterizzeranno a lungo il territorio mascalese rendendolo agli occhi degli antichi sovrani di Sicilia soprattutto per quelli Aragonesi, ideale per la caccia, come la "piana di Mascali" pittoresca e paludosa anche se alquanto malsana. Questa Mascali, alta sul monte e visibile dal mare, dovette passare attraverso varie fasi di sviluppo: da casale a villa fino a divenire città vera e propria. Certo è che già nella prima metà del secolo XII, il geografo arabo Idrisi ne decantava la prosperità, la laboriosità della popolazione, la ricchezza di acque. Adagiato sulla direttrice più breve di congiungimento del vulcano al mare, il territorio del Comune di Mascali è caratterizzato da un paesaggio molto vario che risulta costituito da vigneti, frutteti, agrumeti, terreni adibiti alla coltivazione dei fiori. Ancora perfettamente riconoscibile è la ferita provocata dalla colata lavica del 1928 che, attraversandolo tutto, segna gravemente tale paesaggio.

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