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Nunzio Rosta
| Nunzio Rosta guarda la "sua" ridente cittadina
dell’Etna sicuro che questa presto diventerà protagonista di una crescita turistica
e di conseguenza economica, figlia di una cultura imprenditoriale che cresce quotidianamente
e di parecchie scelte amministrative che, com’è giusto che sia, hanno creato le
condizioni affinché imprenditori e giovani di buona speranza possano progettare
il proprio futuro autonomamente ed in maniera gratificante. Sindaco da sette anni
e ad un passo dal raggiungere il quarantaduesimo anno d’età, nella sala riservata
al primo cittadino del bellissimo Palazzo municipale Nunzio Rosta ci spiega il
progetto che dovrebbe vedere l’economia svilupparsi attorno al turismo: "Il paese
– ci dice – vanta una posizione territoriale strategica. A due passi dal mare
e dalla "montagna" ci permette di progettare in grande e credere nella crescita
del turismo. In questi anni, inoltre, il paese è sicuramente migliorato in molti
aspetti e l’amministrazione comunale ha fatto il possibile per creare i presupposti
di una crescita sana. I risultati, credo, siano sotto gli occhi di tutti". La
città però ancora non ha un Piano regolatore generale, nonostante questo sia già
stato adottato dal civico consesso e questo pesa innanzitutto al sindaco che,
in proposito, si concede uno sfogo: "Non è possibile - ci dice - continuare ad
amministrare la nostra Regione in questa maniera. I lunghi tempi della burocrazia
non possono essere la causa principale del mancato sviluppo economico di tanti
imprenditori e di cittadini che dallo Stato aspettano risposte. Noi abbiamo fatto
il nostro dovere presentando al Consiglio comunale un Piano regolatore generale,
immediatamente adottato. E’ assurdo poi che si debba aspettare tanto tempo prima
che la Regione si decida ad approvarlo. Se è vero - continua - che alla nostra
Regione siciliana sta a cuore il risveglio imprenditoriale dell’isola è bene che
dia ai cittadini regole chiare e diritti certi". Nonostante ciò in questi anni
si è programmato e realizzato parecchio. Linguaglossa d’inverno, oltre ad offrire
tanta neve sulle quote più alte dell’Etna, vede praticamente tutta la città coinvolta
nell’organizzazione di vere e proprie fiere dell’artigianato locale nelle suggestive
viuzze del centro storico, all’interno di vecchi casolari abbandonati che già
da soli attirano i turisti. Lì non è difficile assaggiare piatti tipici e gustare
l’ottimo vino locale, forte nello "spirito e nel carattere" e per questo di una
bontà e genuinità unica. Non a caso Linguaglossa è inserita nel circuito de "Le
città del vino". "Sì - ci conferma Rosta - questo è un momento che vede la città
aprirsi al turista, offrendo il meglio di se stessa, per uno sviluppo che chiaramente
parte dalla base, nel pieno rispetto delle nostre idee.
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Chiesa dell'Annunziata
| Quest’estate, inoltre, oltre alle tradizionali
manifestazioni sull’Etna consentiremo a tutti i nostri visitatori di godersi al
meglio lo spettacolo che il cielo ci offre durante la notte di San Lorenzo. Non
sveliamo però ancora come, ma credetemi venire a Linguaglossa nelle sere per ammirare
il fenomeno delle stelle cadenti ne varrà veramente la pena". Ma la strada per
lo sviluppo del turismo non vede il sindaco e gli amministratori impegnati solamente
nella realizzazione degli spettacoli estemporanei: " Il turismo – continua – è
il nostro futuro e su di esso vogliamo investire concretamente. Abbiamo in mente,
infatti, di sostenere una campagna di restauro d’alcuni vecchi ed antichi edifici
per farne delle "case albergo", ed abbiamo anche in mente di redigere il piano
cromatico delle facciate del centro storico. Questi progetti ci permetteranno
di abbellire la nostra città, ma soprattutto consentiranno agli artigiani di lavorare
per oltre un anno. Oltre a ciò - prosegue - intendiamo arricchire sempre di più
Linguaglossa di servizi ed è con soddisfazione che vi dico in anteprima che al
più presto la piscina comunale sarà aperta al pubblico". Il sindaco poi, concludendo,
afferma: "Non diciamo eresie se sosteniamo che fino ad oggi i nostri ragazzi sono
stati illusi attraverso una forma d’assistenzialismo che non può durare e che
anzi presto, a mio avviso, sarà destinato a sparire. L’unico modo per evitare
il collasso economico che coinvolgerà tutti è quello di alzarsi le maniche e lavorare,
impegnandosi nella direzione giusta che, ritorno a ribadire, per noi è il turismo". |