ANNUARIO 2000
ACICATENA

Il paese del verdello

Il sindaco Maesano: "Acicatena, Comune che profuma di limoni, punta sullo sviluppo compatibile con l'ambiente"
di
Antonio Foti
(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)
Il Palazzo di città

Una città, Acicatena, madre di figli illustri, da Monsignor Bella al Canonico Francesco Strano, bibliotecario e curatore della biblioteca Ventimilia di Catania, ad Emanuele Rossi, il Mirabò di Sicilia, a Francesco Guglielmino, e a sua volta essa stessa figlia di un glorioso passato, ma che oggi soffre i mali della modernità e del tumultuoso sviluppo che negli ultimi decenni ha lacerato il tessuto sociale, urbanistico, economico e territoriale di numerosi centri similari che sorgono a ridosso delle grosse concentrazioni urbane. Acicatena come Gravina, come Mascalucia, come Aci Castello, ha conosciuto negli ultimi venti anni una insostenibile crescita di popolazione residente e di insediamenti abitativi che ha stravolto un paese a misura d’uomo. Lo scadimento consequenziale della qualità della vita, unito alla crisi economica e produttiva ha provocato pertanto un degrado socio-economico, solo se si pensa che su una popolazione di 27.200 abitanti nel dicembre 1999, si registra nel febbraio 2000 un tasso di disoccupazione medioalto con 7.379 disoccupati. Più del 35% della popolazione globale e più del 40% di quella attiva. Da ciò deriva la necessità di un’assistenza economica alle persone con risorse insufficienti esposte a rischio di marginalità sociale, a cui l’amministrazione non può certo far fronte in misura soddisfacente ed esauriente, stante le relative risorse di cui si trova a disporre. Né giova a questo scopo la consistenza e le potenzialità dell’economia insediata attualmente sul territorio, un’economia di sussistenza e fondata soprattutto sul piccolo commercio, eccezion fatta per un’industria di produzione di materie plastiche che ha un raggio di influenza commerciale che abbraccia l’intero territorio nazionale.

Il sindaco Maesano con Francesco Moser

"I limitati poteri d’intervento e gli insufficienti trasferimenti erariali, nell’attesa del tanto auspicato federalismo fiscale che dovrebbe concedere ai Comuni maggiori possibilità di individualizzazione e gestione delle proprie risorse, non permettono di fare progetti troppo ambiziosi né di scrivere un "libro dei sogni" che servirebbe solo ad illudere la gente e soprattutto a deludere quelli che ancora credono nel ruolo e nella necessità della politica. È per questo che, con sano realismo, l’amministrazione nei suoi programmi ha distinto i progetti in due tipologie, una d’intervento a breve termine atto a soddisfare le insorgenze e le richieste, singole o collettive, che necessitano una risposta immediata, l’altra di intervento strutturale e a medio e lungo termine che ponga le basi per un rilancio della economia della città e quindi per il suo futuro - afferma il sindaco Maesano - l’attenzione che questa amministrazione pone e porrà in direzione delle fasce più deboli della popolazione (anziani, portatori di handicap, famiglie bisognose, minori a rischio e non), rientra nella prima tipologia, e in ciò la bimillenaria esperienza nel campo assistenziale e della solidarietà della Chiesa ci fa da guida e da esempio: non possiamo rinviare il problema del cibo di chi ne ha bisogno alla risoluzione dei problemi politici ed economici, come diceva Madre Teresa di Calcutta, ma è anche vero che se non si pongono le promesse per la creazione della ricchezza, verranno a mancare anche le minime risorse per soddisfare i bisogni più elementari. Da un lato quindi l’azione è volta a rendere più vivibile ed accettabile l’esistenza ai soggetti più deboli ed a questa finalità rispondono, per esempio, i progetti, che abbiamo, di coinvolgere gli anziani in attività operative e creative per farli sentire utili a sé stessi e alla società, dall’altro a porre le premesse per agevolare lo spirito d’iniziativa e d’impresa di quei soggetti che ne dispongono, creando le precondizioni perché producano ricchezza per sé e lavoro e benessere per gli altri". "A questa finalità l’amministrazione sta lavorando per creare un polo turistico ricettivo che ha come punto di riferimento la zona archeologica di S. Venera al Pozzo - commenta ancora il sindaco Ascenzio Maesano - attorno alla quale e nelle cui immediate vicinanze speriamo di far sorgere attrezzature sportive, ricreative, di attrazione turistica di ampio respiro di carattere europeo che impegnino una considerevole forza lavoro. Non sarà trascurata la creazione di aree artigianali, commerciali ed industriali, di cui il nostro Comune attualmente è carente, per avviare uno sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente, nella convinzione che la città deve servire l’uomo e non viceversa".

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