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Il Palazzo di città
| Una città, Acicatena, madre di figli illustri,
da Monsignor Bella al Canonico Francesco Strano, bibliotecario e curatore della
biblioteca Ventimilia di Catania, ad Emanuele Rossi, il Mirabò di Sicilia, a Francesco
Guglielmino, e a sua volta essa stessa figlia di un glorioso passato, ma che oggi
soffre i mali della modernità e del tumultuoso sviluppo che negli ultimi decenni
ha lacerato il tessuto sociale, urbanistico, economico e territoriale di numerosi
centri similari che sorgono a ridosso delle grosse concentrazioni urbane. Acicatena
come Gravina, come Mascalucia, come Aci Castello, ha conosciuto negli ultimi venti
anni una insostenibile crescita di popolazione residente e di insediamenti abitativi
che ha stravolto un paese a misura d’uomo. Lo scadimento consequenziale della
qualità della vita, unito alla crisi economica e produttiva ha provocato pertanto
un degrado socio-economico, solo se si pensa che su una popolazione di 27.200
abitanti nel dicembre 1999, si registra nel febbraio 2000 un tasso di disoccupazione
medioalto con 7.379 disoccupati. Più del 35% della popolazione globale e più del
40% di quella attiva. Da ciò deriva la necessità di un’assistenza economica alle
persone con risorse insufficienti esposte a rischio di marginalità sociale, a
cui l’amministrazione non può certo far fronte in misura soddisfacente ed esauriente,
stante le relative risorse di cui si trova a disporre. Né giova a questo scopo
la consistenza e le potenzialità dell’economia insediata attualmente sul territorio,
un’economia di sussistenza e fondata soprattutto sul piccolo commercio, eccezion
fatta per un’industria di produzione di materie plastiche che ha un raggio di
influenza commerciale che abbraccia l’intero territorio nazionale.
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Il sindaco Maesano
con Francesco Moser | "I limitati poteri d’intervento
e gli insufficienti trasferimenti erariali, nell’attesa del tanto auspicato federalismo
fiscale che dovrebbe concedere ai Comuni maggiori possibilità di individualizzazione
e gestione delle proprie risorse, non permettono di fare progetti troppo ambiziosi
né di scrivere un "libro dei sogni" che servirebbe solo ad illudere la gente e
soprattutto a deludere quelli che ancora credono nel ruolo e nella necessità della
politica. È per questo che, con sano realismo, l’amministrazione nei suoi programmi
ha distinto i progetti in due tipologie, una d’intervento a breve termine atto
a soddisfare le insorgenze e le richieste, singole o collettive, che necessitano
una risposta immediata, l’altra di intervento strutturale e a medio e lungo termine
che ponga le basi per un rilancio della economia della città e quindi per il suo
futuro - afferma il sindaco Maesano - l’attenzione che questa amministrazione
pone e porrà in direzione delle fasce più deboli della popolazione (anziani, portatori
di handicap, famiglie bisognose, minori a rischio e non), rientra nella prima
tipologia, e in ciò la bimillenaria esperienza nel campo assistenziale e della
solidarietà della Chiesa ci fa da guida e da esempio: non possiamo rinviare il
problema del cibo di chi ne ha bisogno alla risoluzione dei problemi politici
ed economici, come diceva Madre Teresa di Calcutta, ma è anche vero che se non
si pongono le promesse per la creazione della ricchezza, verranno a mancare anche
le minime risorse per soddisfare i bisogni più elementari. Da un lato quindi l’azione
è volta a rendere più vivibile ed accettabile l’esistenza ai soggetti più deboli
ed a questa finalità rispondono, per esempio, i progetti, che abbiamo, di coinvolgere
gli anziani in attività operative e creative per farli sentire utili a sé stessi
e alla società, dall’altro a porre le premesse per agevolare lo spirito d’iniziativa
e d’impresa di quei soggetti che ne dispongono, creando le precondizioni perché
producano ricchezza per sé e lavoro e benessere per gli altri". "A questa finalità
l’amministrazione sta lavorando per creare un polo turistico ricettivo che ha
come punto di riferimento la zona archeologica di S. Venera al Pozzo - commenta
ancora il sindaco Ascenzio Maesano - attorno alla quale e nelle cui immediate
vicinanze speriamo di far sorgere attrezzature sportive, ricreative, di attrazione
turistica di ampio respiro di carattere europeo che impegnino una considerevole
forza lavoro. Non sarà trascurata la creazione di aree artigianali, commerciali
ed industriali, di cui il nostro Comune attualmente è carente, per avviare uno
sviluppo sostenibile e compatibile con l’ambiente, nella convinzione che la città
deve servire l’uomo e non viceversa". |