Ingiustamente emarginati, perseguitati, costretti ad occuparsi di
compiti inferiori alla propria qualifica. L’esercito dei lavoratori vittime del
"Mobbing" si nasconde negli enti pubblici, nelle aziende sanitarie, negli istituti
bancari, nelle ditte private. Il fenomeno del Mobbing non è recente. È esploso
da poco solo perché è diventato più frequente e il fatto di aver dato un
nome - pur se preso in prestito alla lingua inglese - a questa forma di violenza
psicologica esercitata sui lavoratori, rappresenta un importante passo in avanti.
Per anni nel nostro Paese il Mobbing è stato ignorato. Adesso invece i medici
del lavoro, i sindacalisti ed anche il Parlamento hanno finalmente scoperto che
dietro alle depressioni, agli attacchi di panico, alla perdita di capelli, alle
crisi di identità di cui soffre almeno il quattro per cento dei lavoratori, ci
sono le angherie dei capi o dei colleghi. Una vera e propria guerra di nervi.
Le conseguenze del Mobbing sono molto più gravi di quel che si può pensare. In
alcuni casi si arriva addirittura all’invalidità psicologica. Per questo motivo
si parla di malattia professionale. La vittima inizia a soffrire di depressione,
di attacchi di panico, fino ad una serie interminabile di malattie psicosomatiche.
L’emarginazione del collega o del dipendente scatta in seguito ad un conflitto
irrisolto e finisce con l’isolamento e il discredito del lavoratore. I mobbizzati
molto spesso incolpano se stessi per quello che accade nel posto di lavoro, finendo
con l’isolarsi ancora di più. In attesa di provvedimenti legislativi a tutela
dei lavoratori per prevenire e combattere il fenomeno ci si può rivolgere soltanto
al volontariato. Anche in Sicilia il fenomeno esiste ed è in crescente aumento.
E proprio per aiutare le vittime delle violenze psicologiche nei luoghi di lavoro
è stato costituito il centro nazionale Antimobbing che ha sede a Catania, in via
Firenze n. 70 e a Roma. Il centro è nato su iniziativa del Codacons, il coordinamento
delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei
consumatori, e dell’Adusbef, l’associazione nazionale dei consumatori e degli
utenti. Al centro Antimobbing di Catania sono già arrivate più di 300 richieste
di aiuto. Dal dicembre 99 ad oggi sono stati effettuati circa 150 colloqui. Il
75% delle segnalazioni ricevute proviene dai dipendenti degli Enti Pubblici, delle
aziende sanitarie, della pubblica amministrazione, mentre il 25% da personale
di aziende private e istituti bancari. Chi
si rivolge al centro Antimobbing di Catania - che si può contattare anche telefonando
allo 095.370437 - riceverà consulenza legale e psicologica gratuita. Responsabile
del centro è il dottor Salvatore Arcidiacono, psicologo e pedagogista, mentre
la supervisione è stata affidata al professor Flavio Manieri, ordinario di Psicologia
all’Università di Roma. E proprio da una delle numerose vittime che si rivolgono
al volontariato arriva una delle tante testimonianze. Una donna di 45 anni, dipendente
di una struttura sanitaria siciliana, racconta di aver lavorato serenamente per
quattordici anni e di essere stata sempre molto stimata dai suoi superiori. "Diversi
anni fa un mio familiare si è ammalato - spiega la donna - ed è stato sottoposto
a un delicato intervento chirurgico nella stessa clinica in cui lavoro. L’intervento
purtroppo andò male e il mio congiunto denunciò i responsabili della struttura.
Da allora non ho avuto più pace. Sono un ostaggio nelle loro mani. Non ho avuto
neppure il conforto di chi fino a poco tempo prima mi stimava e mi considerava
una valida collaboratrice. Inoltre, da quel momento, non ho più svolto la mansione
che mi era stata affidata quattordici anni fa. Sono caduta in depressione e mi
sono affidata alle cure di uno specialista. Assumo regolarmente psicofarmaci...
mi sento una drogata". Sull’intero territorio italiano esiste una sola struttura
sanitaria capace di dare assistenza specialistica: la clinica del lavoro di Milano.
Al servizio si accede tramite richiesta del medico curante. La clinica si trova
in via S.Barnaba, 8. È possibile mettersi in contatto con gli specialisti che
vi operano chiamando lo 02.57992644, o scrivendo una e-mail: omscons@imiucc.csi.unimi.it.
Sempre a Milano esiste un gruppo di autoaiuto: Mobby. Per contattare gli esperti
del centro si può chiamare lo 0330.473380 o scrivere una e-mail a questo indirizzo
di posta elettronica mobby_1999@yahoo.it.
Il Mobbing ha conseguenze e costi esagerati: ogni impiegato mobbizzato fa spendere
alla collettività il 190 per cento in più del suo salario lordo annuo. Questa
cifra comprende l’inattività del lavoratore e il "prezzo sociale" e familiare
della sua depressione, quello dei farmaci e dell’eventuale ricorso alla magistratura.
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