ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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SIRACUSA

Viaggio nella città di Archimede

Il connubio cultura e turismo funziona. La città di Archimede è sempre più la meta preferita dei «viaggiatori» e il suo nome evoca subito bellezze e patrimoni d’arte. Lo dimostra il numero dei visitatori quadruplicato rispetto al passato. E lo dimostrano i posti letto triplicati in questi ultimi anni. E ancora gli investimenti dei privati e le nuove prospettive di crescita che si aprono per una città che continua a cambiare volto, pur mantenendo una sua forte, radicata, identità. È anche per questo che il Comune aretuseo ha lanciato un concorso internazionale dal titolo “I segni di Siracusa e i segni del mondo. Un percorso progettuale per il marchio di Siracusa Patrimonio dell’Umanità”, promosso con il patrocinio e la collaborazione di AIAP (Associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva). Per promuovere la creazione di un simbolo visivo a cui legare il capoluogo aretuseo. Un marchio, insomma, che identifichi Siracusa nel mondo.

L’iniziativa ha ottenuto un successo oltre le previsioni, con la presentazione di oltre 400 progetti arrivati dalle più svariate Nazioni ed è in corso da qualche settimana la selezione delle proposte, da parte di una apposita commissione giudicatrice.

Orgoglioso, il primo cittadino Giambattista Bufardeci (nella foto) traccia dunque le linee di uno sviluppo a cui si lavora da ormai 8 anni. Una crescita che parte dal passato, punta sulle risorse peculiari della città, e si muove verso il futuro.

- Sindaco, la sua amministrazione ha raggiunto un importante traguardo: l’approvazione del Piano regolatore della città. Lo strumento urbanistico che definirà la nuova pianificazione territoriale di Siracusa. Lei l’ha definito un’”impresa”, perché?

Si, lo è davvero. Abbiamo raggiunto un traguardo che non esito a definire storico, un risultato del quale voglio ringraziare l’assessore all’Urbanistica, Ezechia Paolo Reale, e tutto il personale che per anni vi ha lavorato. Per capire l’importanza della cosa, basti pensare che l’ultima pianificazione organica dell’intero territorio, che con i suoi 208 chilometri quadrati è più vasto di quello di Torino, risale addirittura agli anni ’30 dello scorso secolo. Il Prg è pienamente operativo solo da poche settimane ma non mancherà di dispiegare presto i suoi effetti positivi dando omogeneità ad aree del territorio nelle quali per decenni si è intervenuti adottando varianti oppure con sanatorie. Da oggi si cambia registro, non solo perché lo sviluppo della città sarà basato su regole certe ma soprattutto perché gli interventi urbanistici non potranno prescindere dal potenziamento dei servizi a favore dei cittadini, imponendo parametri nel rapporto tra aree edificate, e relative cubature, ed aree da destinare a servizi.

- Si potrà parlare anche di nuove estensioni territoriali?

Siracusa è già troppo estesa perché possa espandersi ulteriormente. Nel piano regolatore generale ci sono zone destinate allo sviluppo residenziale, specialmente per l’edilizia convenzionata, ma la scelta di fondo è rivolta alla riqualificazione di zone già esistenti. Abbiamo pensato, in particolare, alla borgata Santa Lucia, uno dei quartieri più antichi della città, che possiamo considerare parte integrante del centro storico. Indirizzare risorse in quella direzione è un valido investimento per il futuro.

- Un altro momento atteso sarà l’inizio dei lavori per la costruzione del Porto turistico. Anche questa una significativa meta raggiunta.

Il Porto turistico è una delle opere pubbliche più importanti per lo sviluppo e la crescita economica futura di Siracusa. Poche settimane fa abbiamo partecipato alla cerimonia di posa della prima pietra e la prospettiva è di avere tra tre anni una struttura da oltre 500 posti barca. Voglio sottolineare, anche a costo di ripetermi, il valore strategico di quest’opera, che si inserisce in quel complesso processo di riqualificazione del territorio che ci ha permesso di disegnare un nuovo modello di sviluppo. Siracusa è Patrimonio dell’Umanità, è tutelata dall’Unesco, ed è naturale che tutte le scelte devono essere coerenti con questo riconoscimento.

- Quali sono adesso le prossime priorità a cui il Comune intende lavorare?

Dobbiamo continuare su questa strada, consapevoli delle sfide che ci attendono, alcune certamente impegnative. Nell’immediato si devono intensificare gli sforzi per migliorare l’accoglienza della città, in termini quantitativi oltre che qualitativi, anche tenendo presenti i flussi turistici crescenti che arriveranno nei prossimi anni. Sul medio-lungo periodo, invece, si deve lavorare sull’innovazione e le infrastrutture, per superare il gap che ci separa dal Nord dell’Italia, che compromette la nostra crescita economica complessiva e ci impedisce di essere all’altezza di un Paese moderno.

- Nei prossimi sei anni arriveranno in Sicilia in maniera massiccia i fondi strutturali europei. Lei ha definito quest’opportunità “una occasione da non perdere”.

E lo ribadisco. Mi piacerebbe che i siracusani mostrassero più coraggio dal punto di vista imprenditoriale, che fossero maggiormente protagonisti del loro futuro tentando di sfruttare al meglio le risorse pubbliche e le possibilità di crescita che si stanno evidenziando in questi anni.

- In che direzione, dunque, si muoveranno le linee del prossimo sviluppo di Siracusa?

Se il Piano regolatore generale e il Porto turistico rappresentano risposte ad esigenze contingenti, seppur di ampio respiro, l’amministrazione comunale ha avviato una corposa opera di progettazione che ha l’obiettivo di pensare la città del futuro nel tentativo di trarre profitto dalla disponibilità dei fondi strutturali e dalle risorse messe a disposizione dallo Stato. Una città che sappia svilupparsi nel rispetto delle peculiarità dell’ambiente e del territorio e senza compromettere le generazioni future.

In questo senso ci sono due livelli di intervento. Uno generale, chiamato Piano strategico, che ha l’ambizione di disegnare non solo la crescita urbanistica ma anche quella economica e sociale, che sappia coinvolgere nel processo decisionale gli operatori pubblici e privati al fine di rilanciare il marketing delle città anche tramite la promozione di reti di alleanze, nazionali e transnazionali, tra territori. Le aree tematiche sono cinque: Economia della conoscenza, Cultura e beni archeologici, Territorio ed Ambiente, Turismo e Internazionalizzazione.

L’altro livello, che definiamo Piano di sviluppo sostenibile, sempre attraverso processi decisionali condivisi, interviene su singoli ma avendo, anche in questo caso, l’obiettivo di non aggredire il territorio.

- Quali tipi di interventi prevede il Piano di sviluppo sostenibile?

Questo strumento deve sapere declinare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Un sistema economico è sostenibile solo se le risorse utilizzate per la creazione di ricchezza resta, in quantità e qualità, entro opportuni limiti di sfruttamento e non sovraccarica la capacità di assorbimento fornite dall’ecosfera. Il piano di sviluppo sostenibile di Siracusa attua i bisogni della città che vertono sulla possibilità di riconvertire l’economia verso azioni atte a conservare, valorizzare e promuovere le incredibili potenzialità delle risorse ambientali e culturali siracusane esistenti.

Il piano di sviluppo sostenibile si articola lungo tre assi. L’asse 1, Rigenerazione urbana sostenibile, si occupa di uno studio di fattibilità e di un progetto pilota per la cintura ferroviaria e le periferie lungo l’area dei Pantanelli, con annesso progetto pilota per il riordino idrogeologico. E’ previsto il recupero e la messa a sistema di spazi urbani dismessi e la loro ricucitura con la fascia costiera, tenendo anche conto della fruizione del mare. Il recupero degli spazi pubblici sarà portato avanti secondo metodologie eco-compatibili e l’integrazione con parchi gioco, aiuole, percorsi attrezzati pedonali e ciclabili, punti informativi. Gli interventi di riqualificazione sono previsti pure sul tessuto residenziale e sulle aree archeologiche da destinare a fini turistici, i cui flussi saranno convogliati anche attraverso accessi via mare. Per l’area dei Pantanelli, infine, è previsto la funzionalità del sistema dei canali di drenaggio con ripristino delle situazioni originarie.

L’asse 2 si occupa di uno studio di fattibilità su un sistema di mobilità sostenibile in generale e, nello specifico, un progetto pilota per Ortigia. Gli interventi prevedono la riqualificazione della costa, un ridisegno urbano di collegamento sostenibile via terra, tra le zone abitate e lungo la stessa costa. Inoltre, sarà studiato un sistema di mobilità innovativa che riduca il traffico veicolare pesante ai Pantanelli attraverso nodi di scambio attrezzati che preveda collegamenti alternativi, l’utilizzo, in Ortigia, di mezzi pubblici non inquinanti o a bassa emissione inquinante, ed inoltre aree pedonali e piste ciclabili. I collegamenti potrebbero avvenire anche via mare attraverso il Porto grande.

L’asse 3 riguarda uno studio di fattibilità per la riqualificazione ambientale delle aree costiere e un progetto pilota per una riserva marina alla penisola Maddalena. In particolare, per la riserva della foce del Ciane sarà studiata la rigenerazione ambientale del territorio, delle infrastrutture, la stabilizzazione e la protezione dei fenomeni di erosione, la valorizzazione degli ambienti naturalistici. La progettazione interesserà anche il Porto grande per il quale sarà previsto l’insediamento di attività ecosostenibili a sostegno della fruizione turistica di tutto il bacino.

- A quando l’inizio di questi progetti?

Alcuni inizieranno a prendere forma già nei prossimi mesi, e mi riferisco in particolare alla pista ciclabile lungo il tracciato della ferrovia dismessa, da largo Cappuccini a Targia per un totale di oltre otto chilometri, e del rifacimento della banchine della Marina, per accogliere grandi yacht, e del molo Sant’Antonio, per consentire l’attracco di due navi da crociera per volta e dove sarà realizzato anche un terminal marittimo. Altri saranno definiti nel corso del 2008 nella fase progettuale e, se non ci saranno intoppi, si potrà iniziare a realizzarli entro la fine del prossimo anno. Penso al rifacimento del waterfront del Porto piccolo e alla realizzazioni di un parco alla penisola Maddalena, così da difendere una zona di elevato interesse naturalistico e che oggi è protetta nella parte a mare attraverso l’area marina del Plemmirio.