ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Raddusa

"Maggiori entrate, maggiori opere"

pagine a cura di Francesco Grassia
(in collaborazione con l'Ufficio P.R. editoriale)


Mi accingo ad affrontare gli ultimi mesi del mio mandato con la consapevolezza di avere già portato a compimento la gran parte del mio programma elettorale e di avere incardinato importanti processi di concertazione sulle grandi questioni che riguardano concretamente lo sviluppo del territorio urbano. In questi ultimi anni di assiduo e costante impegno amministrativo non mi sono affatto risparmiato ed ho ottenuto risultati importanti e decisivi per assicurare al Comune di Raddusa le necessarie fonti di sviluppo atti a migliorare la vivibilità della popolazione raddusana.
A supporto di quanto sopra affermato basta ricordare i tanti finanziamenti che in questi ultimi anni sono stati assegnati al Comune di Raddusa per la realizzazione di importanti opere pubbliche. E poiché si tratta di svariati milioni di euro, è chiaro che dietro l’accreditamento di tali finanziamenti c’è stato un intenso ed incessante impegno amministrativo e personale per superare le non indifferenti difficoltà incontrate lungo il percorso relativo alle istruzioni delle relative pratiche.
Sulle maggiori entrate vanno ricordate: 10 milioni e 300 mila euro per l’assetto idrogeologico di determinate aree del territorio comunale, con particolare riferimento ad alcune zone del centro storico interessate da un fenomeno di dissesto in cui si configura un rischio di pericolosità molto elevato; 2 milioni e 300 mila euro per il completamento della zona artigianale (3° stralcio); 2 milioni e 200 mila euro per la realizzazione di un modernissimo centro di animazione culturale nei locali dell’ex cinema Lo Monaco, che sarà completamente restaurato; 1 milione e 800 mila euro per la riqualificazione dell’intero centro storico con l’ammodernamento delle piazze Umberto I e Vitt. Emanuele III, che saranno interamente ripavimentate, e delle vie adiacenti; 1 milione di euro per l’inerbamento del terreno di gioco dello stadio comunale “Angelina Arena”, la cui ristrutturazione è già stata completata; 1 milione di euro per la realizzazione di altri dieci alloggi di edilizia residenziale pubblica che si aggiungeranno ai trenta già realizzati e prossimi ad essere assegnati; 500 mila euro per la ripavimentazione della piazza Carlo Alberto e di un tratto della via Cavour; 500 mila euro per i lavori di ripristino, di avviamento e di gestione dell’impianto di depurazione e del collettore; 300 mila euro per l’adeguamento alle norme di igiene e l’abbattimento delle barriere architettoniche della scuola materna di via Asilo Nido.
Ai finanziamenti di cui sopra ne vanno aggiunti altri di più modesta entità che non ritengo sia il caso di elencare. Si tratta, com’è facile notare, di oltre 20 milioni di euro che sono piovuti nelle casse del Comune di Raddusa e, 20 milioni di euro, certamente non sono pochi per un piccolo centro come il nostro il cui futuro, come quello di tutti i piccoli centri della Sicilia, è basato soprattutto sulla speranza di ottenere la giusta considerazione da parte degli enti (Provincia, Regione, Stato, Unione Europea) preposti allo sviluppo del territorio. Una volta, tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento, la speranza dei raddusani si basava soltanto sulle miniere di zolfo; all’inizio della seconda metà dello stesso secolo era stata l’agricoltura ad accendere le speranze dei raddusani; ora invece, visti i tempi e i gravi problemi che assillano il settore agricolo, le speranze di sviluppo del popolo raddusano sono fondate solo ed esclusivamente sul turismo che passa attraverso la valorizzazione dei beni archeologici-ambientali-culturali e quella dei prodotti tipici locali.
A due passi dal nostro centro abitato sono ubicati: l’importante sito archeologico di Morgantina, lo storico Castello di Gresti, la maestosa Diga “Don Sturzo” di contrada Ogliastro; e poi, all’interno del perimetro urbano, la Chiesa Parrocchiale Immacolata Concezione, il Museo del Pane, quello dell’antica civiltà contadina e la Casa del Te.
Ma per favorire il decollo del turismo occorre che i presupposti già avviati per la realizzazione delle infrastrutture, per l’ammodernamento del centro storico e per la ristrutturazione delle strade di accesso al paese (di competenza della Provincia regionale di Catania) siano portati a compimento. Ciò è necessario per supportare i beni di cui madre natura ci ha ampiamente fatto dono, vale a dire: il sole, sempre splendente in ogni stagione dell’anno, il mare, a pochi chilometri, e il panorama mozzafiato degli sterminati campi di grano che ci offre la nostra posizione geografica per non parlare poi del patrimonio artistico-culturale tramandatoci dai nostri avi, che rappresenta un lievito non indifferente per fare decollare il settore turistico.         •