ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Catania

"Il Ponte è la madre di tutte le infrastrutture"

di Antonietta Licciardello

Straripante l’incontro con il Presidente della Provincia regionale di Catania, Raffaele Lombardo. Colpiscono gli innumerevoli argomenti che pone sul tappeto. Temi da dibattito politico degli ultimi mesi, discussioni al centro di accese proteste e di consensi e dissensi popolari. Innanzitutto il Ponte sullo Stretto di Messina.
“Le grandi infrastrutture che dovrebbero rendere l’Europa regina dell’alta velocità, facendo entrare prepotentemente anche l’Italia e quindi la Sicilia, passano attraverso il Ponte sullo Stretto” - tiene a precisare.
Opera fondamentale per il completamento del corridoio 1 Berlino-Palermo, il Ponte coinvolge direttamente la Provincia di Catania. Ma come?
Abbiamo definito il Ponte la madre di tutte le infrastrutture - sottolinea il Presidente Lombardo - perché quest’opera rappresenta il volàno imprescindibile dello sviluppo dell’intera isola. Solo con il Ponte, infatti, arriverà l’alta velocità in Sicilia, già prevista dall’Europa nell’ambito del corridoio 1 Berlino-Palermo, ma non realizzabile altrimenti. Solo con il Ponte tutte le altre infrastrutture, ferroviarie, autostradali, portuali, diventeranno conseguenti. Solo con il Ponte si abbatteranno i tempi di trasferimento delle nostre merci verso l’Italia. E, per una provincia come la nostra, caratterizzata da una produzione d’eccellenza soprattutto nel campo dell’agricoltura, vorrebbe dire realizzare concrete condizioni per lo sviluppo dell’attività delle tante imprese agricole che operano nel territorio”.

- Tuttavia il NO del Governo Nazionale è ormai definitivo...
“Il giudizio non può che essere estremamente negativo - continua il presidente Lombardo, anche europarlamentare -.  Non possiamo non sottolineare che, fino ad oggi, la posizione del Governo nei confronti del Sud e della Sicilia è stata di pregiudiziale chiusura, se non di dichiarata ostilità. Ci hanno detto di NO su tutto, salvo poi mandarci le navi cariche di rifiuti che ammorbano l’aria. Noi l’abbiamo detto chiaramente: solidarietà verso le altre regioni, in questo caso la Campania, ma nessun altro carico di rifiuti sarà smaltito nelle discariche catanesi”.
E aggiunge: “Noi non cediamo di un millimetro, e in tutte le sedi istituzionali, a proposito del Ponte, continueremo a ribadire la nostra convinzione sulla necessità dell’opera. Ma non vogliamo creare un muro contro muro con il Governo, anche perché i tantissimi problemi della nostra terra possono essere risolti soltanto attraverso il dialogo ed il confronto tra chi ha responsabilità di governo, a tutti i livelli. Per la nostra parte, siamo pronti, ma ci aspettiamo segnali concreti da parte del Governo nazionale”.
- La Provincia regionale di Catania era disposta ad investire sino ad un milione di euro per una compartecipazione, ma ormai sembra tutto inutile…
Confermiamo la nostra disponibilità, se necessario, ad intervenire finanziariamente, anche in maniera più decisa, ma il problema non è la disponibilità della Provincia di Catania a sostenere l’opera, quanto la disponibilità del Governo a discuterne”. 
La discussione poi si sposta sull’aeroporto catanese di Fontanarossa. Un aeroporto importante, che serve un ampio bacino di utenza, rappresentato da più di 3 milioni di abitanti di 7 province della Sicilia centro-orientale. Infrastruttura fondamentale, ha avuto negli ultimi 10 anni tassi di crescita superiori alla media, diventando il 3° scalo nazionale. Un’aerostazione che cresce e si trasforma per adeguarsi al traffico annuale di passeggeri. Continuano infatti i lavori per l’ampliamento e l’ammodernamento del sito. La Provincia di Catania fa parte dell’assetto societario di Fontanarossa grazie ad un notevole investimento di circa 6 milioni di euro.
“L’aeroporto è la più strategica delle infrastrutture - afferma ancora il Presidente Raffaele Lombardo -. Basti pensare che Fontanarossa, ogni anno, aumenta il volume del traffico passeggeri. In questo contesto l’amministrazione provinciale ha il dovere di essere soggetto attivo delle scelte strategiche che verranno prese sul futuro dell’aeroporto, perché sono parte decisiva del progetto complessivo di sviluppo del nostro territorio. La nuova aerostazione è stata resa necessaria, come detto prima, dalla crescita vertiginosa del traffico passeggeri, e risponde all’esigenza di assicurare a quanti vi lavorano e a quanti scelgono il nostro approdo, le migliori condizioni possibili. E’ innegabile che rappresenterà un bel biglietto da visita per la nostra provincia, invogliando i turisti a sceglierlo come base di partenza per i loro soggiorni, e le compagnie aeree ad inserirlo nelle loro rotte”.  

- Manca però sempre qualcosa per definire Catania “capitale del Mediterraneo”…
Qui il discorso da fare è diverso. La nuova aerostazione di Fontanarossa risponderà in maniera appena soddisfacente alle condizioni attuali di traffico passeggeri, ma se vogliamo pensare a Catania come punto di snodo privilegiato del traffico aereo del Mediterraneo, allora si deve pensare ad un nuovo aeroporto internazionale, da realizzare nei prossimi anni, magari nella Piana di Catania. Ma ce lo lasceranno fare? Basti pensare a tutto il traffico aereo in rotta per il Medio Oriente, che naturalmente passerebbe da qui.  In questi ultimi anni il traffico aereo internazionale si è quadruplicato e continua a crescere: sarà in grado il nuovo aeroporto di Fontanarossa (pur sempre allocato tra quartieri popolosi come Librino, S. Maria Goretti, Zia Lisa, l’area turistica della Plaja), a lavori ultimati, di accogliere l’aumento degli utenti? A nostro avviso decisamente no. Pur salutando naturalmente con favore la nuova aerostazione, noi crediamo che, anche guardando all’area di libero scambio del 2010, si debba cominciare a ragionare in prospettiva per un aeroporto che non entri in conflitto con la popolazione e le esigenze turistiche”.
- Per finire, un parere sulla nuova legge finanziaria nazionale.
“Noi non accettiamo più elemosine - conclude Lombardo -. Questo Governo di sinistra ci ha già tolto il Ponte, non ha pensato a misure d’incentivo per lo sviluppo, di infrastrutture neanche a parlarne e la Sicilia ed il Sud sono condannate sempre alla marginalità. Sia chiaro: in questo disegno noi vediamo una continuità tra i Governi che da troppo tempo ormai si susseguono a danno della nostra Terra. Coi nostri parlamentari del Mpa ci stiamo impegnando per migliorare, laddove possibile, questi aspetti”.