ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Agricoltura
Il nuovo assessore regionale all'Agricoltura spiega il nuovo iter politico

Su La Via del cambiamento

(pagine a cura dell'Ufficio P.R. editoriale)

Innovazione. Esternamente e internamente. Sul filo del cambiamento si indirizza l’attività politica dell’assessore all’Agricoltura e Foreste Giovanni La Via, professore ordinario alla facoltà di Agraria di Catania, imprenditore salito agli onori della funzione istituzionale, come si dice, da “tecnico”. Vicino, quindi, alle esperienze di chi vive il settore dell’agricoltura con i suoi articolati meccanismi. Un valore aggiunto che gli permette di farsi coerentemente da tramite con il Palazzo. Dai primi passi in Giunta, idee chiarissime. Al primo punto delle linee d’indirizzo del nuovo Psr 2007/2013, che coagula le idee-guida della propria attività, i presupposti per determinare una svolta, dicevamo esterna e strutturalmente interna, con un nuovo assetto degli Uffici dell’assessorato, e in vista di un più semplice approccio alla “materia agricola” per chi vive la terra come fonte economica. “Lo snellimento delle pratiche burocratiche è il primo punto del documento, è una necessità, un passo che deve portarci - dice La Via - a stabilire un sistema più facile di accesso ai fondi per gli agricoltori”. Ha determinato infatti negli anni sperperi immani, la lentezza di certi meccanismi che a catena sono degenerati nella perdita di consistenti somme, aggravando una situazione dove i danni per calamità, la competizione aggressiva e sregolata dei paesi esteri, la scarsa trasparenza sulle etichette dei prodotti con le conseguenze nere sul mercato, pesano sulle tasche di chi, ogni volta, torna a scommettere sulle “buone annate”.



Di fatto, si è già proceduto a istruire gli uffici appositi a velocizzare l’iter, intervenendo sul modus operandi della governance. Spiega La Via: “La fase organizzativa non può prescindere dall’attuazione di interventi di natura organizzativo-gestionale, conseguibili anche attraverso la necessaria azione di informatizzazione delle istanze e di raccordo tra gli uffici preposti. È auspicabile anche la responsabilizzazione dei professionisti per specifiche fasi del processo valutativo. In questa direzione si predisporrà un’incisiva azione tesa all’informazione e alla sensibilizzazione delle figure professionali, tecniche e manageriali, operanti a diverso titolo nel sistema agricolo, per innalzare ulteriormente la qualità progettuale, nonché per stimolare la proposta e la sperimentazione di attività innovative nelle diverse fasi delle filiere agroalimentari e agroindustriali”.
Parola chiave, concertazione. Non quella fittizia e abusata, ma quella reale già iniziata e scandita da numerosi incontri con le associazioni di categoria, gli imprenditori, gli agronomi. Sollecitazioni, istanze, proposte raccolte, vagliate, supervisionate, concordate. “Ascoltare, conoscere, è il modo che ci permetterà di dare un assetto coerente e una programmazione organizzata alle misure che intendiamo adottare, e che dal primo all’ultimo anello della filiera perseguano la logica della competitività, della qualificazione del prodotto”.
L’innovazione è anche quella tecnologica. Imprescindibile. Il recente convegno sul Prai ha messo a fuoco proprio la necessità di sviluppare progetti avanzati, spronando la ricerca e mirando all’applicazione tecnologica in campo agroalimentare. “Purtroppo però - sostiene La Via - spesso all’esubero dei mezzi non risponde un adeguato utilizzo, a cui solo un piano di razionalizzazione mirato può fornire nuovo ossigeno, dando linfa alle produzioni, all’export del made in Sicily, al mercato globale, ma prima di tutto locale”.