ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Passa dal Piano regolatore portuale lo sviluppo dello scalo catanese

di Grazia Sicali
Il presidente dell'Autorità portuale Santo Castiglione

Al porto di Catania tira aria di grandi opere. Dal suo insediamento, nell’aprile scorso, il presidente dell’Autorità portuale Santo Castiglione si è attivato per avviare l’iter che porterà in tempi brevi all’approvazione del Piano regolatore portuale, l’ultimo risale al 1978. Uno strumento che cambierà radicalmente il volto dello scalo marittimo etneo.
- Presidente, possiamo dare una data in merito all’approvazione del Prp?
“L’obiettivo è quello di consegnare alla città il nuovo Prp nel più breve tempo possibile. Siamo in attesa che il Consiglio comunale esprima sul piano l’“intesa” prevista dalla legge 84/94 e, pertanto, non mi sento di dare delle date precise. Quel che è certo è che lo sviluppo del porto di Catania parte dall’incremento della crocieristica, del diporto, delle autostrade del mare; dall’attenzione verso la marineria e dalla maggiore funzionalità organizzativa al servizio dei traffici commerciali ”.
- Quali altri motivi giustificano l’approvazione dell’importante strumento urbanistico?
“Esiste anche una ragione di carattere tecnico ed ambientale: l’enorme darsena peschereccia contenuta nel piano vecchio ma vigente e che oggi, alla luce dell’equilibrio raggiunto dalle flotte pescherecce in relazione alla politica di blocco delle licenze attuata dalla Comunità europea, rappresenta un intervento infrastrutturale sovradimensionato sia per la sua funzione sia per la sua conformazione”.

Il porto di Catania

- Qual è il filo che lega i vari ambiti del nuovo Piano regolatore portuale?
“La filosofia del Piano si basa sostanzialmente su tre parole chiave: flessibilità, funzionalità ed ecosostenibilità. Non a caso lo strumento urbanistico disegna un ambito “sotto dogana” ove troveranno posto le strutture dedicate alla movimentazione di cargo, containers e traghetti merci e misti merci/passeggeri, un nuovo varco portuale per il transito dei mezzi pesanti. Le aree fuori dogana ospiteranno, invece, il terminal crociere, il porto turistico, il waterfront, i servizi tecnico- nautici, le sedi delle pubbliche amministrazioni, gli impianti industriali e gli approdi e i magazzini per la marineria. Il terminal crociere sorgerà sullo sporgente centrale, in una posizione baricentrica fra porto e città, e sarà fornito di una stazione marittima con un sistema di security antiterrorismo e di ormeggi capaci di accogliere fino a tre grandi navi da crociera contemporaneamente. Il porto turistico ospiterà cantieri navali, associazioni sportive, diporto nautico, parcheggi, centri commerciali, servizi e strutture turistiche. Il tutto nel massimo rispetto per l’ambiente, considerato che il Prp, prima della definitiva approvazione, passerà al vaglio del Ministero dell’Ambiente”.

 

Il disegno del progetto

- Per quanto riguarda il waterfront?
“È un grande progetto, ambizioso quanto fondamentale per le sorti di crescita dell’intera città di Catania. Contiamo di creare un quartiere il cui carattere specifico è l’affaccio sul mare, il contatto, il rapporto diretto con l’acqua. Il rapporto fra la città ed il mare consentirà di elevare la qualità della vita cittadina e contribuirà, significativamente, a sviluppare l’economia ed incrementare l’occupazione di una vasta area della Sicilia orientale. Per questo abbiamo già sottoscritto con la Direzione Regionale delle Dogane un accordo con il quale ci è stato riconsegnato l’edificio della Vecchia Dogana che contiamo di ristrutturare per creare il centro culturale, commerciale, turistico e ricreativo dell’intero waterfront”.

- Il programma di infrastrutturazione del porto etneo non è fatto solo di grandi progetti a medio e lungo termine?
“Certamente, sono, infatti, in corso di esecuzione e di progettazione molti interventi “accessori” di manutenzione, riordino viario, riqualificazione dei piazzali, ristrutturazione o demolizione di vecchi edifici ed attrezzature, che renderanno più vivibile e funzionale lo scalo etneo. La demolizione della vecchia gru “Titanus” sul molo foraneo e dell’“ecomostro”, la palazzina rosa che ospita personale della Capitaneria di porto, nonché la ristrutturazione del capannone sul molo di mezzogiorno, sono i tre principali obiettivi dell’Autorità portuale, che restituiranno funzionalità, dignità e nuovo “look” al porto”.
- Lei, sin da quando ricopriva la carica di assessore al Mare, ha sempre avuto un’attenzione particolare verso il comparto della marineria, quali sono i motivi?

Il presidente Castiglione con l'assessore regionale al Turismo, Fabio Granata e col vice presidente della Provincia regionale di Catania, Angelo Sicali

“Ritengo che il comparto da lei citato rappresenti la memoria storica della città, con un’importanza non secondaria nel tessuto sociale della stessa. Ho voluto a tal proposito presentare la proposta di Prp, oltre che a tutte le forze sociali che operano al porto, anche ai pescatori catanesi perché credo sia fondamentale che la marineria prenda coscienza dei cambiamenti che, da qui a poco, avverranno nello scalo marittimo etneo. L’Autorità portuale sta inoltre provvedendo ad avviare le procedure necessarie ad eseguire alcuni importanti lavori di sistemazione degli impianti elettrici e soprattutto idrici, ciò al fine di migliorarne la fruibilità da parte dei pescatori”.
- I più autorevoli quotidiani economici nazionali, in questi ultimi mesi si sono occupati dell’Autorità portuale di Catania per segnalare l’aumento del movimento delle merci, un dato rilevante rispetto a quello delle altre Port Authority siciliane, come lo spiega?
“Il dato è sicuramente importante rispetto a tutti i porti italiani, considerato che la media di crescita nazionale del comparto portuale è di circa il 6%. Il porto di Catania ha movimentato nei primi sei mesi dell’anno un totale di 2.718.358 tonnellate di merci, con un aumento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari al 49 per cento. Le proiezioni di traffico per l’intero anno 2004 prevedono, pertanto, un incremento positivo per la movimentazione complessiva di merci pari ad oltre il 31 per cento. La crescita, registratasi nonostante l’avvio di numerosi cantieri per l’implementazione delle infrastrutture portuali che ne ha diminuito parte dell’operatività, continua a premiare l’impegno e gli investimenti degli operatori etnei e le capacità dell’ente di progettare nuovi interventi, di programmare e specialmente di spendere in maniera oculata e rapida i finanziamenti erogati in chiave nazionale”.