ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Tra i sentieri del vulcano da scoprire e rispettare
Il presidente, Concetto Bellia

Sfruttiamo con estremo piacere l’opportunità che ci viene offerta da una rivista autorevole quale Top Sprint per spiegare quali sono le nostre idee rispetto ad un progetto di reale valorizzazione e promozione ecocompatibile di quella straordinaria risorsa naturalistica ed umana che si chiama Parco dell’Etna.
Noi pensiamo innanzitutto - e lavoriamo in questa direzione - ad una fruizione piena del nostro bellissimo territorio, orientata ovviamente al rispetto dei grandi valori ambientali (và opportunamente sottolineato che le nuove generazioni sono costantemente oggetto delle nostre attenzioni, con iniziative didattiche rivolte alle scuole elementari, medie inferiori e superiori) che in esso insistono. Stiamo mettendo a punto un nuovo sistema di sentieri: nel pieno rispetto del concetto di fruizione compatibile, abbiamo cercato di individuare, in base alle esigenze degli ecosistemi, i periodi dell’anno e la quantità di turisti che queste aree possono sopportare.
Un turismo che noi vogliamo equilibrato, profondamente rispettoso della natura, capace di coglierne e recepirne al meglio i valori più profondi, che sono non soltanto naturalistici, ma anche etici. Un turismo che, se stimolato da una maggiore qualità dei servizi (con la promozione di strutture ricettive a basso impatto ambientale, vedi agriturismi e B&B), può davvero fare diventare questo significativo pezzo di territorio siciliano quel “motore di sviluppo” del quale, da tanti anni, si sente parlare nei convegni di settore come un vero e proprio oggetto del desiderio da parte di amministratori, esperti, appassionati.
È davvero tanto, del resto, ciò che il Parco dell’Etna è in grado oggi di offrire ai visitatori. È uno straordinario patrimonio di ricchezza naturale e umana: un ambiente unico, con i suoi percorsi ricchi di peculiarità per gli occhi dei turisti; un insieme di tradizioni antiche e di cultura popolare, che costituiscono un substrato antropologico di grande interesse; un panorama enogastronomico di prim’ordine.
E in più, anzi soprattutto, quello che consideriamo - non mi stanco di ripeterlo in tutte le occasioni pubbliche - il vero “valore aggiunto”: l’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa, un vero e proprio “logo del mondo” con il suo fascino immortale, punto di riferimento del turismo di tutto il pianeta. E, con il vulcano, la principale caratteristica del nostro Parco dal punto di vista ambientale: la colata lavica. In tutti gli altri Parchi naturali è possibile avere esperienze eco-turistiche abbastanza simili, ma solo sull’Etna è presente la lava, che è dunque la vera, grande attrazione.
Abbiamo cercato di fare conoscere ed apprezzare questo straordinario patrimonio ai turisti con la manifestazione “Naturalmente Etna”, che ha cercato di mettere insieme ed offrire ai visitatori i centri storici dei nostri bellissimi Comuni e la natura del Parco. Un binomio certamente affascinante per un’esperienza di grande significato, che cercheremo in futuro di rafforzare, con l’obiettivo di lanciarla sui mercati turistici internazionali.
Con questa consapevolezza, e con l’idea sempre più convinta di un “Sistema Etna” aperto verso i poli turistici della Sicilia orientale e verso il mare, continueremo a lavorare con una strategia avanzata di sviluppo turistico eco-compatibile, come del resto stanno già facendo tutte le aree protette più importanti del sistema italiano ed europeo: tutela ambientale, economia, cultura devono camminare insieme per una crescita reale del territorio.
Riteniamo che il vero punto di forza di questo progetto sia la concertazione costante tra i protagonisti di questo “sistema”, l’approccio e l’impegno comune - pur nella differenza dei ruoli istituzionali - di tutti coloro che credono nella possibilità di crescere insieme, di portare avanti un’idea condivisa di sviluppo, proponendo un’offerta di turismo differenziata da quella classica, basata sulle straordinarie opportunità contenute nei loro territori.
Ancora tanta è la strada da percorrere. Non basterà soltanto l’impegno del Parco in una forte azione di promozione e di incentivazione del turismo, delle risorse culturali, delle attività economiche, se non ci sarà la collaborazione delle popolazioni stesse e delle amministrazioni locali, che dovranno sempre più considerare il nostro territorio uno straordinario patrimonio da tutelare e promuovere e di cui andare fieri.


Concetto Bellia
Presidente Parco dell’Etna


IL PARCO DELL'ETNA

TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE

IL TERRITORIO
Il Parco dell’Etna, con i suoi 59.000 ettari, ha il compito primario di proteggere un ambiente naturale unico e lo straordinario paesaggio che circonda il vulcano attivo più alto d’Europa, il più famoso al mondo insieme al giapponese Fuij Jama. Il territorio è stato suddiviso in quattro zone. Nella zona A, a massima tutela, l’obiettivo del Parco è consentire alla natura di svolgere il suo corso limitando al minimo l’intervento umano; la zona B è formata in parte da piccoli appezzamenti agricoli ed è contrassegnata da splendidi esempi di antiche case contadine; nell’area di pre-parco, con i 14.000 ettari delle zone C e D, sono consentiti anche eventuali insediamenti turistici sempre nel rispetto della salvaguardia del paesaggio e della natura. Al centro dell’ecosistema del Parco c’è l’Etna, con il suo confine litologico di 250 km., l’altezza di circa 3.350 m. e una superficie di circa 1.260 chilometri quadrati. All’interno di questo straordinario territorio, il Parco ha creato dei suggestivi percorsi, per fare meglio conoscere le sue caratteristiche e le sue biodiversità: ai già noti sentieri Monte Nero degli Zappini, Monte Zoccolaro, Pietracannone-Cubania, Monti Sartorius, Piano dei Grilli, Cisternazza - Monte Spagnolo, Gurrida, si sono aggiunti il sentiero Burò e il Piano dell’Acqua - Monte Calanna, inaugurati in occasione della Giornata Europea dei Parchi 2001.
La flora del Parco, estremamente ricca e varia, condiziona il paesaggio offrendo continui e repentini mutamenti. Partendo dai piani altitudinali più bassi, ecco i vigneti, i noccioleti, i pistacchieti ed ancora i boschi di querce, pometi e castagni.
Proseguendo, specie sul versante orientale, boscaglie di roverella, cerri e pino laricio, che formano bellissime pinete, come quelle di Linguaglossa e Castiglione di Sicilia. Oltre i 2.000 metri, ecco il faggio e la betulla. Tra le specie caratteristiche del paesaggio etneo va ricordata la ginestra dell’Etna, una delle principali piante colonizzatrici delle lave, mentre oltre la vegetazione boschiva il paesaggio è caratterizzato da formazioni pulviniformi di spino santo (astragalo), che offrono riparo ad altre piante della montagna etnea come il senecio, la viola e il cerastio.
Sul vulcano vivono ancora l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e vari tipi di topi e pipistrelli. Moltissimi gli uccelli: tra i rapaci diurni lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino e l’aquila reale; tra i notturni il barbagianni, l’assiolo, l’allocco, il gufo comune. Nel lago Gurrida, unica distesa d’acqua dell’area montana etnea, si possono osservare aironi, anatre ed altri uccelli acquatici.

ATTIVITÀ DELL’UOMO, PRODOTTI TIPICI
In questo affascinante scenario naturale, catturano l’attenzione dei visitatori anche i prodotti tipici e le attività tradizionali dell’uomo della “muntagna” (come la chiamano gli abitanti del luogo, per evidenziarne la mitezza e generosità),promossi dal Parco nella sua strategia per uno sviluppo sostenibile. Ed ecco, circumnavigando il vulcano ed attraversando i venti Comuni che ricadono nel territorio del Parco, il delizioso cocktail di sapori, dai funghi di Nicolosi, alle mele di Pedara, al miele di Zafferana Etnea, alle salsicce di Linguaglossa, alle fragole di Maletto, al pistacchio di Bronte, alle insalate di Adrano, ai torroncini - di Belpasso, all’olio di Ragalna. E poi il vino, tanto vino di qualità sempre più apprezzato nel mondo, proveniente dagli splendidi vigneti di Milo, Sant’Alfio, Viagrande, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa. Piedimonte Etneo, favoriti nella loro crescita dalla straordinaria fertilità del terreno lavico. E dalla lava, attraverso la ceramizzazione della pietra (significativa la scuola di Nicolosi), vengono fuori vere e proprie opere d’arte. La pietra lavica caratterizza anche la splendida architettura di molti dei paesi del Parco.

COME RAGGIUNGERE IL PARCO
La vicinanza con la città di Catania e con l’autostrada A18 Messina-Catania consente facili collegamenti al Parco sia per chi utilizza l’aereo che per chi ama muoversi in auto. I numerosi centri abitati che fanno da corona all’area protetta sono poi raggiungibili attraverso la fitta rete viaria che li collega a Catania e fra di loro. Per informazioni sugli itinerari e sui rifugi, telefonate agli uffici del Parco.

CENTRI VISITA DEL PARCO
Fornazzo di Milo:
tel. 095.955159 - 095.333543; fax 095.955159
e-mail: natetur@katamail.com
sito internet: www.naturaeturismo.it
Linguaglossa: (presso Pro Loco, piazza Annunziata, 5)
tel./fax 095.643094
e-mail: proloLoco.Linguaglossa@tiscalinet.it
Randazzo: “Parco dei Parchi” (presso Comune)
tel. 095.7991611 - numero verde 167-261310
e-mail: webmaster@comune.randazzo.ct.it
sito internet: www.comune.randazzo.ct.it
Ente Parco dell’Etna, Parco regionale:
via Etnea, 107/A - 95030 Nicolosi (CT)
tel. 095.821111 - fax 095.914738
e-mail: ufficiostampa@parcoetna.it
sito internet: www.parcoetna.it