ventitreesima edizione

2) L'Annuario

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Il diritto alla salute

L'assessore Giovanni Pistorio :
"Azzerare il deficit e migliorare le prestazioni"
L' assessore alla Sanità,
Giovanni Pistorio.

Costruire un modello sanitario che abbia forti spinte verso l’eccellenza ma garantisca il diritto alla salute di tutti i cittadini. Un lavoro da fare con la collaborazione fattiva delle parti sociali, intervenendo nel contenimento della spesa sanitaria con l’obiettivo di azzerare il deficit senza che ne soffra la qualità delle prestazioni. È questa, in sintesi, la sfida dell’assessore regionale alla sanità Giovanni Pistorio. Nato a Catania il 7 agosto 1960 Giovanni Pistorio è laureato in giurisprudenza, Funzionario dell’Azienda Ospedaliera V.E. di Catania. Eletto deputato regionale nella XIII legislatura nella lista Ccd - Cristiano Democratici, è aderente al gruppo Udc. In questa legislatura è stato Componente VI Commissione legislativa permanente Servizi Sociali e Sanitari dal 7 agosto 2001 al 30 agosto 2004, Vice Presidente Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale dal 11 gennaio 2002 al 30 agosto 2004 e
Componente Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale dal 28 dicembre 2001 al 30 agosto 2004. Insediatosi il 1 settembre scorso, Pistorio ha subito dimostrato grande dinamicità.
Il suo modo di concepire la sanità isolana si è subito mostrato nelle riunioni con i direttori generali e con le parti sociali, occasioni durante le quali ha presentato le sue idee ampiamente condivise e che hanno, da subito, portato ai primi provvedimenti divenuti legge: “Le misure approvate con l’art. 1 della legge di variazione di bilancio forniscono una forte spinta verso il contenimento della spesa - dice l’assessore per spiegare questa complessa manovra - ma con attenzione elevata alla qualità del servizio offerto. Fra queste c’è l’autorizzazione all’Assessore a decurtare percentualmente il DRG relativo a prestazioni inappropriate. L’inappropriatezza è uno dei settori nei quali occorre intervenire con un sistema di verifiche e controlli basato sugli indici nazionali. Esistono precise tabelle che permettono di individuare i tipi di trattamento per specifiche patologie, e considerare quali casi sono ad alto rischio di inappropiatezza”.
Un segnale forte il primo ad essere lanciato, dunque, verso il contenimento della spesa, ma non basta questo aspetto per parlare di sanità: “Occorre tutelare al massimo le categorie più deboli. La mia cultura - continua Pistorio - mi porta verso un percorso di condivisione che deve essere il più ampio possibile, nell’ambito del fattibile”. In questo senso Pistorio giudica “ottimo il clima respirato nel corso del primo incontro con i sindacati. Si è avviato un percorso che occorre fare tutti insieme”. L’Assessore ha deciso di fare propria una proposta venuta dai sindacati e che era già nelle idee dello stesso Pistorio ovvero quella di una campagna di informazione istituzionale rivolta ai siciliani per far comprendere il corretto uso del farmaco e del servizio sanitario in generale: “Occorre che i siciliani comprendano che acquisire un farmaco inutile per poi, magari, non usarlo, non crea soltanto un danno alla Regione o al sistema sanitario. Una prestazione evitabile impedisce, poi, di erogarne una necessaria e dunque lo spreco si ritorce sul cittadino stesso. Dobbiamo, invece, lavorare per un’assistenza che sia seria e utile”. “Tutte le decisioni che riguardano lo Stato sociale - continua Pistorio - devono essere discusse con le parti sociali che devono fornirci collaborazione nell’ambito dei rispettivi ruoli e nell’interesse comune a tutti”.
Altro argomento di grande interesse è quello del sistema di emergenza-urgenza che deve sposarsi con la continuità assistenziale: “L’idea è quella di pervenire ad uno strumento sul territorio che sia il più ampio possibile e raccordato con il sistema nazionale in genere. L’assistenza parte proprio dal servizio di emergenza-urgenza. Visti i tanti problemi a questo sistema connessi l’Assessore pensa di istituire una commissione tecnica di valutazione che nell’arco di 3 mesi fornisca un piano organico ed operativo di intervento. La struttura deve fornire un utile raccordo fra le direzioni sanitarie, i Pronto Soccorso, il 118 medesimo, i reparti di anestesia e rianimazione e quelli di Medicina d’Urgenza-DEU”. “Non intendo fare commissioni che lavorino sine die - afferma ancora Pistorio -. Il compito di questa sarà preciso e a termine. Entro 3 mesi dalla sua istituzione dovrà fornirmi una relazione precisa corredata di proposte operative”. In questo ambito l’Assessore difende anche il provvedimento sui medici della medicina dei servizi, impugnato dal Commissario dello Stato, ma che sarà riproposto: “Pur permanendo i dubbi sull’operato del Commissario dello Stato che sembra avere eseguito una censura di merito intorno a questa norma, è utile far presente che l’impugnativa non fa venir meno l’esigenza del territorio e di conseguenza l’intenzione di portare a soluzione questa vicenda”.
“Era comunque nei programmi - prosegue l’assessore Pistorio - procedere verso il progressivo assorbimento di questi medici, già impegnati con il servizio sanitario attraverso rapporti convenzionali, negli organici delle aziende sanitarie locali a mezzo di un’adeguata rimodulazione delle piante organiche delle stesse Asl, secondo le esigenze manifestate”. “Ciò allo scopo di dare sia certezza di prospettive a questi professionisti ma soprattutto di migliorare ulteriormente il livello di assistenza sanitaria territoriale in Sicilia”. Il tema che, però, coinvolge in primo luogo i cittadini è soprattutto quello dei ticket. “Essendo l’obiettivo quello di tutelare al massimo le fasce più deboli, è evidente che aspiriamo ad aumentare la soglia Isee di esenzione dal ticket - dice Pistorio -. 8.500 o 9.000 euro di soglia è una aspirazione, ma per dare cifre è ancora presto. Occorre lavorare sui dati relativi all’andamento della spesa farmaceutica nel mese di settembre per operare opportuni correttivi e verificare cosa è fattibile. Anche da questo punto di vista miriamo ad un decreto che sia, per quanto possibile, condiviso dalle parti sociali e che potrebbe entrare in vigore dal prossimo 1 gennaio 2005”.

 
VACCINAZIONE
CONTRO LA BRUCELLOSI

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto 4143 a firma dell'Assessore Regionale alla Sanità Giovanni Pistorio, riparte in Sicilia, ma con diverse modalità, la vaccinazione ovi-caprina contro la brucellosi. Tale profilassi vaccinale era stata sospesa in seguito al sovvenire di nuove disposizione comunitarie. Il nuovo decreto prevede la vaccinazione di tutti gli animali giovani, fino all'età di sei mesi, ma introduce, come novità sostanziale, l'identificazione degli stessi animali vaccinati attraverso un microchip posto dal veterinario per via intracutanea addominale.
"Con questo provvedimento - commenta l'Assessore Pistorio - siamo convinti di riuscire a debellare questa malattia nel giro di 5 anni. Con l'introduzione dell'identificazione ovi-caprina attraverso microchip, inoltre, avremo maggiore certezza sia sulla salute dell'animale che risultati anche nella tracciabilità delle carni e dei derivati animali in genere".
La lotta alla brucellosi in Sicilia iniziò nel 1992. Le stime di allora parlavano del 40% della popolazione ovi-caprina siciliana, colpita dal male. La prevalenza della brucellosi viene ancora oggi stimata nel 40% a fronte di un 9% di animali dimostratisi infetti. Considerata la tipologia degli allevamenti siciliani, il provvedimento consentirà di vaccinare circa il 20%degli animali ogni anno, ovvero i soggetti entro il sesto mese di vita, giungendo alla totalità in 5 anni e con la concreta possibilità di raccogliere i primi risultati entro 2. Oltre a risolvere l'annoso problema delle difficoltà di reperimento di animali sani sul mercato, il provvedimento consentirà di rilanciare i prodotti ovi-caprini siciliani e, al tempo stesso, di ottenere un concreto risparmio di denaro pubblico. Il contributo di 78 euro rilasciato per l'abbattimento di ogni animale contagiato, incide, infatti, sul bilancio regionale per 7 milioni di euro l'anno in media.

NUOVA RADIOTERAPIA ONCOLOGICA A TAORMINA

Un nuovo servizio di radioterapia presso il dipartimento oncologico del presidio ospedaliero di Taormina. È stato realizzato dalla Regione Siciliana ed è il primo passo verso il polo oncologico d’eccellenza per il quale si sta lavorando nel messinese. La struttura è stata inaugurata nel mese di ottobre. Al suo interno sono stati installati due acceleratori lineari di ultima generazione, che rendono possibile il trattamento di tutte le patologie neoplastiche e sono dotate di un sistema radioscopico digitale che permette di verificare in tempo reale se il paziente è stato centrato in modo accurato. Uno dei due acceleratori è fornito di un collimatore multilamellare che permette di conformare il campo di irradiazione a quella che è la reale dimensione del tumore, risparmiando quanto più possibile i tessuti sani circostanti. Esso è anche in grado di erogare la cosiddetta radioterapia ad intensità modulata alla dose, che rappresenta una delle nuove frontiere nei trattamenti radioterapici. Il servizio costituisce il completamento del dipartimento oncologico del centro che ora potrà arrivare a trattare circa 700 pazienti l’anno con i due acceleratori lineari e circa 100 pazienti con l’acceleratore per la radioterapia intraoperatoria. La vera novità è costituita da un acceleratore lineare dedicato alla radioterapia intraoperatoria, indicata soprattutto per la neoplasia della mammella, che permette di erogare una dose elevata di singoli neutroni già durante l’intervento chirurgico.
“Abbiamo inaugurato una nuova struttura tecnologicamente avanzata - dice l’assessore alla Sanità, Giovanni Pistorio - che permetterà di rispondere alle esigenze di assistenza dei malati oncologici e contribuirà a limitare la migrazione sanitaria extraregionale. Questa struttura dovrà essere ben connessa con il polo oncologico d’eccellenza di Messina per la nascita del quale avremo cura di sollecitare la massima celerità possibile”. “È importante - continua Pistorio - che l’ospedale di Taormina, che sorge al confine fra due importanti province siciliane, dialoghi opportunamente con il bacino catanese così come con quello messinese, offrendo prestazioni ai pazienti provenienti da entrambe le aree”.
“Abbiamo posto un altro tassello sul percorso verso l’eccellenza del servizio sanitario pubblico in Sicilia - sostiene, invece, il Presidente della Regione Totò Cuffaro -. Stiamo lavorando perché la nostra sanità diventi punto di riferimento nazionale e mediterraneo, come dimostrano le decine di miliardi investiti per dotare le strutture pubbliche dell’isola di apparecchiature ad altissima tecnologica, come Pet, risonanza magnetica, Tac, acceleratori lineari con collimatori e attrezzature per la radioterapia stereotassica. Fiore all’occhiello, poi, saranno i tre nuovi centri di eccellenza, voluti soprattutto per invertire una tendenza atavica: quella di andarsi a curare fuori dalla Sicilia”.
“La presenza di tecnologie all’avanguardia, abbinata alle alte professionalità presenti nel nostro presidio ospedaliero - ha dichiarato il direttore sanitario, Gaetano Sirna - ci consentirà di fornire risposte adeguate alle esigenze di eccellenza dei tanti malati che sino ad oggi erano costretti a rivolgersi altrove”.